Tra le mani una busta, una pinza raccogli-rifiuti e un secchio. Attrezzi acquistati di tasca propria e diventati ormai inseparabili per Marco Bavaro, 37enne bitontino che ogni mattina dedica parte del suo tempo alla cura della villa comunale di Bitonto.
Tra aiuole, vialetti e panchine, Marco raccoglie cartacce, plastica e rifiuti lasciati dagli incivili, occupandosi persino di annaffiare le piante del polmone verde cittadino.
«Qui mi sento a casa – racconta – e cerco di prendermene cura proprio come farei con casa mia. Peccato che non tutti rispettino questo spazio meraviglioso».
Solo pochi giorni fa ha riempito un intero secchio di mozziconi di sigaretta: centinaia di filtri che, nonostante le dimensioni ridotte, rappresentano una grave fonte di inquinamento ambientale.
«Molti mi dicono che non dovrebbe spettare a me e che a occuparsi della pulizia dovrebbe essere il Comune. Ma spesso è solo un modo per deresponsabilizzarsi», commenta Marco, che ama definirsi un “cittadino libero”.
Attualmente in cerca di lavoro, il 37enne è convinto che la tutela del bene comune dipenda dall’impegno quotidiano di tutti i cittadini.
«Sono innamorato della mia città», sottolinea. Un legame che manifesta in tanti modi: indossando il costume da mascotte del Bitonto Calcio, partecipando al Corteo storico cittadino e offrendo il proprio aiuto come volontario durante processioni e manifestazioni.
Tra le sue iniziative anche la realizzazione, insieme agli amici Francesco Matteace e Francesco Fallacara, di un altarino mariano inaugurato su corso Vittorio Emanuele sabato scorso.
«Prendersi cura della città è un onore per me. E dovrebbe esserlo per tutti i bitontini», conclude lanciando una riflessione: «Come possiamo lamentarci di una città sporca, se per primi non la rispettiamo?».
















