La notizia della misura cautelare interdittiva nei confronti di un’insegnante di scuola dell’infanzia ha innescato una valanga di reazioni, soprattutto sui social. A Bitonto, nel giro di poche ore, si è diffusa una vera e propria corsa all’identificazione della docente coinvolta.
“Vogliamo sapere chi è”. “Diteci il nome e in che scuola dell’infanzia si sono verificati maltrattamenti. Dobbiamo saperlo per tutelare i nostri figli” scrivono i genitori sui social.
La sospensione di sei mesi, disposta nell’ambito dell’indagine condotta dalla Polizia di Stato, viene giudicata da molti cittadini “ridicola”. In rete e per le strade si moltiplicano ipotesi, talvolta accuse circostanziate che chiamano in causa istituti scolastici e docenti estranei alla vicenda, costretti a intervenire per smentire. Non mancano commenti dai toni esasperati, con chi arriva a promettere di “far giustizia” personalmente.
Al centro dell’inchiesta vi sarebbero “fenomeni vessatori” segnalati da alcuni genitori di alunni del plesso di via Palombaio. I fatti sono ancora da accertare in sede processuale. I genitori sono assistiti dall’avvocato Francesco Toscano, che precisa: “Abbiamo depositato una denuncia querela presso il locale commissariato di Bitonto, che tempestivamente ha provveduto a far luce su questa vicenda”.
Lo stesso legale, in qualità di consigliere comunale, avrebbe portato la questione all’attenzione di Palazzo Gentile, chiedendo all’assessore alla Pubblica Istruzione di verificare l’eventuale presenza di segnalazioni analoghe.
“Dopo l’interlocuzione con il consigliere, mi sono subito attivato e mostrato disponibile, in caso di conferme, ad avvisare gli organi competenti – sottolinea l’assessore Christian Farella –. Mi sono interfacciato con la preside, ma a lei non era giunta alcuna segnalazione di tal specie”.
Una versione confermata anche dall’istituto comprensivo Istituto Comprensivo Sylos, di cui fa parte la scuola dell’infanzia interessata. “Abbiamo preso atto del provvedimento cautelare emesso dal gip nei confronti dell’insegnante e abbiamo fatto tempestivamente tutti gli atti amministrativi conseguenti, per tutelare i nostri alunni e garantire il servizio” fa sapere la dirigente scolastica Filomena Bruno.
Sulla vicenda interviene anche il sindaco Francesco Paolo Ricci: “Abbiamo piena e incondizionata fiducia nell’azione della magistratura e delle forze dell’ordine”. Il primo cittadino è convinto che l’attività inquirente consentirà di “fare piena luce su un episodio isolato, subito individuato e bloccato”, ma sottolinea che la vicenda “non può infangare il buon nome e la riconosciuta qualità umana del corpo docente impegnato quotidianamente nelle scuole cittadine al servizio di una comunità educante sempre attenta e sensibile al benessere educativo, relazionale e sociale dei suoi alunni”.

















