C’è in Italia una minoranza agguerrita e chiassosa che stabilisce quali siano i temi prioritari su cui dibattere, declassandone altri come il lavoro, la sanità, il welfare, un tempo fondamentali per scioperi e manifestazioni popolari.
È una minoranza che avalla il principio sancito da George Orwell nella “Fattoria degli animali“: “Tutti gli animali sono uguali ma qualcuno è più uguale degli altri“. Essa è particolarmente attiva nella scuola, settore in cui è riuscita a sostituire l’educazione con l’istruzione per cui i contenuti disciplinari sono ormai diventati marginali, eccezion fatta per quelli delle materie scientifiche.
Lo prova il ragazzino sedicenne che esita se deve collocare Carlo Magno nella sua epoca ma sa dire molto di gender e sessualità.
Tuttavia, ignoranza conclamata a parte, la situazione è ben più grave perché chi non la pensa alla stessa maniera di quella minoranza arrogante o esprime qualche dubbio o propone un’alternativa é aggredito, insultato e, soprattutto, penalizzato.
Spesso per il solo fatto che si sforza di pensare con la propria testa. Si nega, così facendo, il principio stesso della democrazia: il confronto.
Che dovrebbe informare qualsiasi attività civile ed essere lo scopo di chi vuol trattare certe tematiche. Invece viene richiesto a gran voce, quando non imposto, di concordare, quasi obbligatoriamente, con talune idee definite “moderne”, di condividere certi atteggiamenti fin troppo trasgressivi, di accettare pregiudizi e stereotipi del politically correct, di assumere responsabilità che non pertengono.
Così operando si censura il pensiero altrui, pur di evitare il confronto, che viene sostituito dal monologo tautologico, tipico di quella minoranza, sempre molto agguerrita nelle piazze, iperattiva sui social, padrona dei mezzi di informazione.
Al punto da precludere la possibilità di illustrare le proprie ragioni agli altri e quindi di far circolare opinioni diverse. Il che riteniamo sia un grave vulnus alla democrazia che si fonda sul confronto fra opinioni differenti.
Ma è un grosso contributo per creare una società di omologati funzionale al pensiero unico. Che ci sembra essere lo scopo per cui si impegna quella minoranza chiassosa.

















