Immagine

WEB PROJECT MANAGER
Alessandro Intini

giovedì, 23 Luglio, 2026
No Result
View All Result
Immagine

DIRETTORE DA BITONTO
Mario Sicolo

DaBitonto.com
  • Home
  • Cronaca
  • Politica
  • Cultura e Spettacolo
  • Sport
  • Aziende
  • Rubriche
DaBitonto.com
  • Home
  • Cronaca
  • Politica
  • Cultura e Spettacolo
  • Sport
  • Aziende
  • Rubriche
No Result
View All Result
DaBitonto.com
No Result
View All Result

Home » L’Opinione/Il dileggio non è un mandato istituzionale

L’Opinione/Il dileggio non è un mandato istituzionale

Quando chi presiede il Consiglio Comunale usa il proprio profilo per schernire un avversario, tradisce

La Redazione by La Redazione
26 Giugno 2026
in Cronaca
L’Opinione/Il dileggio non è un mandato istituzionale
Condividi con FacebookCondividi con WhatsappCondividi via Email

DI SALVATORE TASSARI, GIÀ CONSIGLIERE COMUNALE 

Un post apparso su un profilo social di Domenico Pinto, Presidente del Consiglio Comunale di Bitonto, sminuisce un ruolo che dovrebbe essere di spessore e di connotazione Istituzionale. Il testo recita: “Pensavo fosse stato scarcerato Gesù Cristo. Invece era Gianni Alemanno.”

Una battuta, verrebbe da dire. Nauseante! Mia nonna diceva: “scherza con i fanti, mai con i Santi” – qui prendiamo a zimbello Gesù Cristo. Si può bestemmiare, pur non sapendolo. (NON CITARE IL NOME DI DIO INVANO!)

Torniamo al post! Una di quelle frasi che scivolano sulle dita con leggerezza, nate per strappare una risata a una platea amica. Peccato che chi l’ha scritta non sia un qualsiasi utente dei social, ma il Presidente di un Organo Istituzionale, figura di garanzia e terzietà per definizione.

Non si tratta di stabilire se la battuta sia riuscita o meno. Si tratta di interrogarsi su un principio: può chi esercita un ruolo di presidenza e istituzionale — terzo rispetto ai gruppi consiliari, garante delle procedure democratiche, arbitro del confronto politico — permettersi di usare la propria voce pubblica per deridere un essere umano nell’atto di riacquistare la libertà? 

La risposta, se si ha rispetto per le istituzioni, è no.

Il Presidente del Consiglio Comunale non è un consigliere qualsiasi. È la figura che dirige i lavori del massimo consesso cittadino, che garantisce il rispetto del regolamento, che assicura pari dignità a tutte le forze politiche rappresentate. La sua autorità è formale, procedurale, e per questo deve essere percepita come super partes da ogni componente del consiglio e dai cittadini. Quando questo equilibrio si incrina — quando chi presiede si espone pubblicamente con irrisione di parte — non è solo una questione di stile: è una questione di legittimità.

Il post su Alemanno è il più insensato, ma non l’unico di chi sembra essere lontano dai principi e dai cardini del diritto! O forse volutamente se ne tiene lontano!

Pinto non ha commentato una valutazione politica, non ha criticato un provvedimento legislativo, non ha espresso una posizione su un tema che riguarda la sua città. Non ha evidenziato una proposta – ma quando mai lo ha fatto! Ha deriso un uomo che usciva dal carcere, a fine pena. 

Questo è il discrimine. La faziosità non si misura solo nelle battaglie che si scelgono, ma nelle parole che si usano quando si ha una cattedra pubblica. E un profilo social di chi copre una carica istituzionale, per quanto si voglia considerarlo “privato”, è tutt’altro che privo di conseguenze pubbliche.

C’è – soprattutto- una questione che va oltre la decenza istituzionale e tocca un principio fondamentale dello Stato di diritto, sancito dall’articolo 27 della Costituzione italiana: la pena deve tendere alla rieducazione del condannato. Non si tratta di un auspicio romantico. È un precetto costituzionale. Significa che il carcere — quando giustamente irrogato — non ha come fine la punizione perpetua, ma il recupero della persona alla vita civile.

Chi sbaglia paga: è vero. Ma quel “pagare”, se si traduce in detenzione, deve avere un orizzonte di reinserimento. Deridere pubblicamente qualcuno nel momento in cui riacquista la libertà è l’esatto contrario di questo principio. È applicare un sigillo a vita, trasformare la scarcerazione in una gogna supplementare, istruire l’opinione pubblica all’idea che l’ex detenuto sia qualcosa di cui ridere. Questo, da parte di un cittadino qualsiasi, è deplorevole. Da parte di un Presidente di Consiglio Comunale, è incompatibile con la dignità del ruolo.

Devo aggiungere un ulteriore elemento che aggrava la valutazione. Il post di Pinto non era un’opinione politica articolata: era uno sberleffo. E lo sberleffo, proprio perché semplice e immediato, è la forma di comunicazione che più di ogni altra mobilita consenso di parte e radicalizza le posizioni. Usare la visibilità istituzionale — per quanto mediata da un profilo social — per alimentare questa dinamica significa piegare il mandato pubblico a finalità di schieramento.

I commenti sotto al post, poi, (qualche sperduto evoca Cristo fermato a Rebibbia), mostrano esattamente quale tipo di conversazione quel contenuto abbia innescato: irrisione collettiva, scherno condiviso, una sorta di gogna digitale per un uomo che, piaccia o no, ha scontato la propria pena. Questo è il clima che il Presidente di un Consiglio Comunale ha contribuito a creare. Non è un clima da arbitro. È un clima da tifoso.

Non è in discussione la libertà di espressione di Domenico Pinto come cittadino. È in discussione la coerenza tra il ruolo che ricopre e i contenuti che pubblica nella sua veste pubblica (ultimo ma non unico, quello su Alemanno). 

Le Istituzioni hanno bisogno di credibilità per funzionare. Quella credibilità si costruisce nel tempo con comportamenti all’altezza del mandato ricevuto, e si erode in un istante con un post scritto per ottenere qualche “mi piace”.

Bitonto merita un Presidente del Consiglio Comunale che sia presidio di garanzia, non megafono di parte. Che si astenga dalla tentazione dello sberleffo facile, anche quando la platea applaude. Che ricordi, ogni volta che si siede alla presidenza, che quella sedia non è sua: appartiene alla città, a tutti i suoi cittadini, compresi quelli che la pensano diversamente, compresi quelli che hanno sbagliato e cercano di ricominciare.

Il rispetto delle Istituzioni inizia da chi le rappresenta. E il rispetto non è compatibile con il dileggio.

Articolo Precedente

Polizia di Stato, encomio solenne per il Commissario Capo Annagrazia Morea 

Prossimo Articolo

Il Racconto/Il sogno del syndicus Cicco Bove e la resistenza di Bitonto (Prima Parte)

Related Posts

Disposto il divieto di fermata sul lato destro di via Pasquale Martucci Zecca nel senso di marcia verso via Repubblica Italiana
Cronaca

Disposto il divieto di fermata sul lato destro di via Pasquale Martucci Zecca nel senso di marcia verso via Repubblica Italiana

22 Luglio 2026
Inaugurato il nuovo parco urbano di via Nacci: da area degradata a spazio per famiglie e bambini
Cronaca

Inaugurato il nuovo parco urbano di via Nacci: da area degradata a spazio per famiglie e bambini

22 Luglio 2026
Mariotto, pozzi irrigui spenti di notte e nel weekend. La denuncia di Michele Dellorusso: “L’agricoltura è ostaggio dell’inefficienza di ARIF e dell’immobilismo istituzionale”
Cronaca

Mariotto, pozzi irrigui spenti di notte e nel weekend. La denuncia di Michele Dellorusso: “L’agricoltura è ostaggio dell’inefficienza di ARIF e dell’immobilismo istituzionale”

22 Luglio 2026
Tecnici Enel al lavoro per un guasto alla rete elettrica in una porzione dell’abitato nell’area di via Durazzo
Cronaca

Tecnici Enel al lavoro per un guasto alla rete elettrica in una porzione dell’abitato nell’area di via Durazzo

21 Luglio 2026
La Vª C del ‘76 del Liceo Scientifico “C. Sylos” si ritrova cinquant’anni dopo
Cronaca

La Vª C del ‘76 del Liceo Scientifico “C. Sylos” si ritrova cinquant’anni dopo

21 Luglio 2026
Silvano Intini non è più il presidente. Per il Bitonto C5 Femminile inizia una nuova era
Cronaca

Silvano Intini non è più il presidente. Per il Bitonto C5 Femminile inizia una nuova era

21 Luglio 2026
Prossimo Articolo
Il Racconto/Il sogno del syndicus Cicco Bove e la resistenza di Bitonto (Prima Parte)

Il Racconto/Il sogno del syndicus Cicco Bove e la resistenza di Bitonto (Prima Parte)

Notizie dall'Area Metropolitana

Fiorone Domenico Tauro
Notizie dall'Area Metropolitana

Terlizzi celebra il suo fiorone Domenico Tauro. Ma l’obiettivo è l’Igp

by Michele Cotugno
7 Luglio 2026

Nei giorni scorsi, la città di Terlizzi ha celebrato uno dei suoi prodotti d’eccellenza: il fiorone Domenico Tauro. Molto più...

Leggi l'articoloDetails
Ottava edizione Scacciarischi

Conclusa a Bari l’ottava edizione di ‘Scacciarischi – Le olimpiadi della prevenzione’

9 Giugno 2026
regia

“Dalla regia ci dicono…Puglia” prosegue il 14 e 15 maggio: a Palo del Colle Alessandro Piva e Sergio Rubini

10 Maggio 2026
Inaugurazione infopoint terlizzi

Anche a Terlizzi arriva l’infopoint turistico grazie a finanziamenti del Gal Nuovo Fior d’Olivi

28 Aprile 2026
infopoint

Terlizzi. Lunedì 27 aprile si inaugura il nuovo infopoint, finanziato dal Gal Nuovo Fior d’Olivi

25 Aprile 2026

Rubriche

Quando la strada incontra il mare: il rock si fa oceano
50/60 anni e non sentirli?

Quando la strada incontra il mare: il rock si fa oceano

by La Redazione
19 Luglio 2026

di Gigi Antonucci  Seconda parte del nostro viaggio nella colonna sonora rock dell’estate 2026. Dopo la partenza e i primi...

Mai più senza : perché la cipria è il segreto di bellezza da borsa per l’ estate

Mai più senza : perché la cipria è il segreto di bellezza da borsa per l’ estate

16 Luglio 2026
DaBitonto.com

Privacy Policy Cookie Policy

Follow Us

  • Il Progetto
  • Redazione
  • La tua pubblicità
  • Contatta la redazione

© 2024 daBITONTO / Gruppo Intini srl - P.IVA 07183780720 Testata giornalistica – Reg. stampa n.684/2013 Tribunale di Bari
powered by Comma3

No Result
View All Result
  • Home
  • Cronaca
  • Politica
  • Cultura e Spettacolo
  • Sport
  • Aziende
  • Rubriche

© 2024 daBITONTO / Gruppo Intini srl - P.IVA 07183780720 Testata giornalistica – Reg. stampa n.684/2013 Tribunale di Bari
powered by Comma3