DI PASQUALE RAPIO
Passeggiando sul lungomare di Giovinazzo con degli amici… oggi mi è arrivata una bolletta della luce da paura, mi dice l’amico.
«Senti, ma tu hai un po’ di spazio, tipo 24 metri quadri sul tetto di casa tua, soleggiato, per installare un fotovoltaico, magari anche sul balcone?»
«Sì, sì, ho un bello spazio sia sul tetto che sul balcone», mi risponde.
«E perché non lo fai?»
«Ecco, costa, lo Stato mica mi aiuta a fare l’impianto.»
E io subito gli spiego gli incentivi: Bonus Casa al 50% in 10 anni, Comunità energetica rinnovabile con PNRR al 40% a fondo perduto più tariffa incentivante e Ritiro Dedicato anziché Scambio sul Posto per i comuni sotto i 50.000 abitanti; oppure i fondi FERS regionali. Conto Termico 3.0 per l’efficientamento energetico che copre dal 65 al 100%, Reddito Energetico per le fasce meno abbienti, Transizione 5.0 per le aziende… e potrei continuare, citando anche gli incentivi dedicati agli enti territoriali per l’efficientamento a 360 gradi di edifici pubblici e privati.
«E però devo anticipare io i soldi.»
«Se facevamo il bonus 110 quello sì che andava bene: non pagavamo nulla e lo Stato ci aiutava davvero ad efficientare la casa.»
«E perché non l’hai fatto?»
«Sai, ho una veranda abusiva che mi serve per il cucinino e avrei dovuto smantellarla, ma non l’ho fatto.»
«Ma Meloni lo ha tolto.»
«Guarda, non lo ha tolto per tutti: ad esempio nelle zone terremotate è stato prorogato, probabilmente per ragioni di consenso elettorale. Però mi domando come faremo a recepire la direttiva comunitaria sulle case green, che impone il raggiungimento di determinate classi energetiche. Direttiva non ancora recepita perché considerata troppo onerosa, mentre il Governo è impegnato a sviluppare il nucleare e Salvini che vuole il Ponte sullo Stretto.»
«Sfrutta almeno il Conto Termico 3.0: con il 65% di incentivo tieni la veranda, efficienti la casa e ti metti al riparo dalla direttiva comunitaria. I fondi sono pochi, se ti sbrighi vai da tizio che ti fa la pratica al GSE e ti efficenta la casa.»
«E però devo anticipare il 35%. Fare lavori in casa, mia moglie non vuole gente in giro, devo prendere ferie per seguire i lavori. Poi col condominio non si trova mai l’accordo.»
«No, aspetto che rimettano il 110.»
«Va be’, come vuoi, sei libero di scegliere.»
A proposito, dove vai in vacanza?
«A settembre, quest’anno non ho badato a spese, però ho scelto la bassa stagione per risparmiare.»
Morale: se paga Pantalone va tutto bene, se devi mettere tu i soldi non va più bene.
La transizione ecologica deve essere tutta a carico dello Stato, e non del singolo cittadino che è la stessa causa dell’emissione di CO2.
Poi ci si lamenta, e a ragione, che per fare posto ai pannelli solari bisogna espiantare alberi, mentre tutti gridano “facciamo il fotovoltaico sui tetti” senza capire le dinamiche umane che ostacolano l’autoconsumo in tutte le sue forme.
Chi deve sviluppare questa sensibilizzazione all’autoconsumo? Il Comune, attraverso azioni per realizzare gli obiettivi di decarbonizzazione trascritti nel Piano d’Azione Energia e Clima, tramite il suo Energy Manager, sotto la direzione politica dell’assessore alla transizione ecologica che risponde al sindaco. E il sindaco, a sua volta, risponde allo Stato, e quindi lo Stato a Bruxelles. Ricordiamo che i risultati sono cogenti. “2030”.
Adesso, dopo questa mia filippica, fate un po’ voi.
















