Ci sono ferite della storia che il tempo non riesce a cancellare e che chiedono silenzio, rispetto, consapevolezza. La Giornata del Ricordo è memoria ma anche responsabilità: quella di custodire la verità, di tramandarla alle nuove generazioni, di dare voce a chi è stato troppo a lungo dimenticato.
Con questo spirito, il 10 febbraio, l’Istituto Benjamin Franklin ha organizzato un incontro aperto alla comunità cittadina e scolastica per commemorare le vittime delle foibe e l’esodo degli italiani dalle terre Giuliano-Dalmate. L’iniziativa, a cura della dirigenza della scuola e del docente Marino Pagano, con la collaborazione del docente Alberto Iovene, ha visto il saluto di Silvano Olmi, presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio, intervenuto con un videomessaggio appositamente preparato per gli studenti del Benjamin. A fare gli onori di casa la coordinatrice didattica dell’istituto, Rosangela Perniola, che ha introdotto la mattinata, accogliendo anche l’assessore alla Pubblica Istruzione, Christian Farella. Presente con un intervento anche Beppe Cazzolla, avvocato, responsabile bitontino per il Comitato 10 febbraio. A lui anche alcune domande da parte dei giovani studenti.
Momento toccante è stata la testimonianza del sig. Luigi Sciolis, italo-sloveno e nonno di uno studente del Benjamin, che ha raccontato il vissuto della sua famiglia, offrendo uno sguardo personale e umano sulla storia. Tante anche a lui le domande.
Densa di significato la proiezione del corto “L’altra storia” (2008), realizzato con l’obiettivo di far luce sulle vicende delle foibe, prodotto artistico che ha coinvolto emotivamente gli studenti. Il corto, con musiche originali di Alberto Iovene, docente di Musica dell’Istituto, ha stimolato un sentito dibattito tra i presenti. Diretto da Aldo Rapè e Nicola Vero, racconta in modo semplice e suggestivo la storia di un bambino che cerca di capire il significato della parola “foibe”, confrontandosi con l’ignoranza di chi lo circonda fino ad ascoltare il racconto appassionato del nonno istriano. La narrazione usa un tono delicato e rispettoso per parlare di un tema storico complesso.
Una mattinata di senso al Benjamin, tra riflessioni sulla “grande storia” e su quanto questa poi abbia inciso nelle vite quotidiane e familiari di migliaia e migliaia di nostri connazionali.

















