Nota del Presidio Libera di Bitonto “Anna Rosa Tarantino”
Nella incredibile e dolorosa escalation di atti criminali, testimoniati dalle aggressioni e dalle rapine e dalle aggressioni avvenute nelle ultime settimane ai danni di un commerciante e ad un imprenditore, c’è qualcosa che fa più male della violenza stessa. Ed è constatare quanto l’indifferenza – bieca ed invincibile alleata delle mafie – continui a dominare incontrastata le relazioni umane all’interno della nostra collettività.
È agghiacciante, infatti, leggere la rivelazione fatta dal titolare della oreficeria assaltata la scorsa settimana: “Gridavo “aiuto”, ma nessuno è intervenuto. Il vicino di negozio ha chiamato la polizia, ma ho visto dalle telecamere che in quei minuti sono passate almeno dieci persone a piedi. Tutti hanno cambiato direzione. Nessuno si è fermato”. Parole disarmanti.
Ecco, il Presidio Libera di Bitonto “Anna Rosa Tarantino”, non solo condanna con fermezza ogni episodio di criminalità, ma depreca con indignazione il grave disinteresse manifestato da alcuni cittadini dinanzi alla richiesta esplicita di aiuto, avanzata da un concittadino in un momento di evidente difficoltà.
Nel promuovere la cultura della legalità, della giustizia e del dialogo, Libera indica la strada della collaborazione e della solidarietà quali antidoti sicuri al dilagare subdolo della mentalità mafiosa, e non dimentica il pesante dazio pagato da Bitonto alla mafia, sin dai tempi dell’omicidio – rimasto irrisolto – del gioielliere Michele Milella, la sera dell’ormai lontano 9 novembre del 1982.
La memoria, quando trasforma il ricordo in responsabilità condivisa, è l’unico collante di una comunità, che voglia rispettare compiutamente le regole della vita democratica.

















