Bitonto conserva nella sua memoria educativa e sociale il nome di Lia Speranza, insegnante e donna di profonda umanità, che ha dedicato la propria vita alla scuola, ai bambini e alla solidarietà internazionale. Una figura che ha contribuito a scrivere la storia della nostra città, ricordata con affetto da chi ha incrociato il suo cammino.
Moglie devota e madre affettuosa, Lia Speranza ha svolto per tutta la vita la professione di insegnante con grande dedizione, distinguendosi in particolare nell’educazione e nell’alfabetizzazione dei bambini bitontini. Fin da giovanissima si è impegnata nel centro storico della città a favore dei meno abbienti e poi anche nelle periferie della città, che negli anni ’70 era in pieno sviluppo.
Insegnante unica di classe, ha formato ragazzini che trovavano nella scuola la loro principale, se non unica, occasione educativa. Successivamente è diventata docente di metodo, ben voluta e rispettata dalle docenti più giovani, e ricevuto l’incarico di vicaria del 3° Circolo Caiati, allora istituito.
Dotata di un forte spirito collaborativo, Lia Speranza ha sempre saputo coniugare esperienza e innovazione, non trascurando le vecchie esperienze né i nuovi metodi didattici e metodologici che si andavano affermando, contribuendo alla crescita di un clima scolastico aperto e dinamico.
Il suo impegno non si è limitato all’insegnamento: animata da un profondo spirito altruistico e “missionario” e dall’amore per l’Africa, riuscì a coinvolgere un collegio docenti di cento insegnanti e un dirigente scolastico di vecchio stampo, il professor Primo Leone, in un importante progetto di cooperazione internazionale a favore dell’istruzione e formazione dei bambini della Costa d’Avorio.
Il progetto, intitolato “Anche il bianco è colore”, rappresentò una straordinaria esperienza di solidarietà educativa. A San Pedro, grazie alla collaborazione di insegnanti, colleghi e famiglie non proprio benestanti, fu realizzata in pochi anni una scuola composta da tre sezioni, poi completata anche attraverso i proventi di numerose iniziative benefiche. Tra queste, attività come canti, mercatini, lotterie e raccolte fondi coinvolsero attivamente genitori e docenti. Il progetto permise inoltre l’attivazione di servizi essenziali, l’acquisto di banchi scolastici e il sostegno di insegnanti volontarie, tra cui alcune suore, oltre all’avvio di programmi di adozione scolastica a distanza.
Ancora oggi, a distanza di circa trent’anni, grazie all’opera morale trasmessa a ciascun membro del collegio docenti di allora, “il seme educativo frutta ancora”. Molti bambini della Costa d’Avorio continuano a beneficiare del sostegno economico dei bitontini, delle opere benefiche realizzate in Africa grazie allo spirito missionario e all’impegno di Lia Speranza.
“La sua opera morale era presente in ogni membro del collegio docenti di allora”, ricordano i colleghi del collegio docenti 1997. “Il seme educativo fruttifica ancora”.
In sua memoria, grazie all’iniziativa della dirigente scolastica dott.ssa Filomena Rella, presso la scuola “Caiati – Don Tonino Bello” è stata intitolata un’aula biblioteca a suo nome. Uno spazio pensato per permettere alle nuove generazioni di conoscere la sua storia e continuare a trarne ispirazione.
















