Dal Geom. Pasquale Rapio, Referente di cabina presso il GSE, riceviamo e pubblichiamo.
Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) beneficiano di due principali forme di incentivo: la tariffa premio e un contributo a fondo perduto pari al 40% per la realizzazione degli impianti.
Questi incentivi riguardano esclusivamente i produttori, non i consumatori. Il Ministero dell’Ambiente, con il Decreto Ministeriale CER PNRR 414/2023 del 7 dicembre 2023, ha stanziato 2,2 miliardi di euro destinati alla realizzazione degli impianti, attraverso un contributo a fondo perduto del 40% da Aiuti di Stato. Inizialmente, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevedeva il finanziamento dell’infrastruttura con mutui a tasso zero. Tuttavia, in sede di Ecofin, è stato deciso di destinare questi fondi esclusivamente ai comuni con meno di 5.000 abitanti. Ci si può chiedere, allora, quale futuro sia riservato ai comuni più grandi.
Costituire una CER è un processo complesso, e la normativa attuale non facilita il percorso, soprattutto nei piccoli centri dove difficilmente le comunità riescono ad attivarsi autonomamente.
Di fatti, dei 2,2 miliardi destinati, solo 50 milioni erano stati impegnati nei primi mesi. Per questo motivo, il Ministro Picchetto ha adottato un decreto ampliando la platea dei comuni beneficiari, prima estesa fino a 30.000 abitanti e successivamente, con un ulteriore provvedimento di giugno scorso, fino a 50.000 abitanti.
Solo con questa ultima modifica la situazione si è sbloccata, seppur tardivamente, considerato che il termine per l’utilizzo dei fondi è fissato al 30 novembre 2025. Al 14 ottobre scorso, il GSE ha comunicato che sono stati impegnati 474,7 milioni di euro, per una potenza complessiva di impianti pari a 1.091 MW. Per evitare la perdita di questi finanziamenti, il Governo ha deciso di dirottare 1 miliardo di euro inizialmente destinato alle CER verso altri progetti ritenuti più immediatamente spendibili, come ufficializzato dalla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 232 del 6 ottobre 2025.
Per i comuni superiori a 50.000 abitanti resta viva la speranza che i fondi regionali FESR Puglia 2021-2027, pari a circa 26 milioni di euro, possano essere messi a disposizione anche delle comunità energetiche preesistenti al bando regionale 710 del 10 giugno 2025, intitolato “Costituzione delle comunità energetiche”, la cui prima fase scade il 23 ottobre 2025. Seguirà un ulteriore bando per il finanziamento delle infrastrutture fino a 800 mila euro per singola CER.
Per chiarimenti in merito, ho inoltrato un interpello alla Regione Puglia, direttamente al Dott. Corvace, Dirigente della Transizione Energetica, e sono in attesa di una risposta scritta ufficiale.

















