Dal referente di Cabina al Gse, geom. Rapio Pasquale, riceviamo e pubblichiamo.
Nei giorni scorsi, vi ho illustrato come costituire una comunità energetica. Oggi vi spiegherò come implementarla, passando da impianti di 3 kW fino al limite massimo di 1 MW di potenza.
Una premessa importante: le prime CER erano collegate elettricamente alle cabine secondarie di bassa tensione di quartiere (quelle che vedete per strada, gestite da Enel). Queste CER avevano potenzialità fotovoltaiche limitate e, trattandosi di quartieri, i cittadini si conoscevano bene e collaboravano spontaneamente per realizzare e condividere gli impianti con le utenze dei consumatori. Nel quartiere ci si scambiava informazioni e idee, favorendo una reale condivisione dell’energia.
Tuttavia, data la potenza limitata che può supportare le cabine secondarie, è stato deciso di spostare l’autoconsumo diffuso (CER) alle cabine primarie di media tensione. Queste cabine primarie, disponibili in Italia da gennaio 2023, sono attualmente 2.107 e coprono non più un solo quartiere, ma zone più ampie che includono intere città o più comuni. In queste cabine primarie è possibile realizzare più CER con potenze fino a 1 MW ciascuna.
Prendiamo come esempio la nostra CER di Bitonto, di cui sono rappresentante di cabina. La nostra cabina primaria è originata dal POD della mia abitazione in via Berlinguer 28 ed è collegata ai POD di Bitonto, Palo del Colle e la frazione di Palombaio. Questo significa che un produttore di Palo del Colle può scambiare energia con un consumatore di Palombaio o Bitonto, e viceversa, creando una condivisione estesa e realmente integrata.
L’aggregazione delle utenze tra cabine secondarie e cabine primarie cambia quindi radicalmente. Se nella cabina secondaria erano i residenti a formare naturalmente la comunità, nella cabina primaria, che comprende più comunità, è necessario un approccio innovativo per aggregare i partecipanti. Nel nostro caso, Bitonto Be Cer ha scelto di aggregare i produttori tramite installatori fotovoltaici, che invitano i produttori a entrare nella CER, mentre i fornitori di energia promuovono l’adesione dei consumatori. È importante sottolineare che l’ingresso dei consumatori nella comunità è completamente libero, indipendentemente dal fornitore di energia scelto.
Colgo l’occasione per precisare un aspetto fondamentale: la Direttiva Comunitaria RED II, che ha istituito le Comunità Energetiche, contiene all’articolo 67 un focus specifico sul contrasto alla povertà energetica. Secondo la normativa, questa povertà si combatte con l’efficienza, la riduzione dei consumi e con tariffe di fornitura adeguate. Nella nostra sede affrontiamo la povertà energetica proprio con interventi di efficienza e proponendo tariffe di fornitura strutturate per contrastarla efficacemente. A queste si somma la Tariffa Premio a 20 anni concessa dallo Stato, che permette di ridurre in modo significativo la spesa energetica delle famiglie.

















