Fino a 50mila ulivi potrebbero essere espiantati nei prossimi mesi nel territorio di Bitonto per fare spazio a nuovi impianti agrivoltaici e fotovoltaici attualmente in fase di valutazione autorizzativa. È quanto rende noto CIA Agricoltori Italiani, che ha analizzato le procedure in corso. Secondo l’associazione, sono cinque gli interventi che potrebbero essere realizzati qualora gli iter amministrativi arrivassero a conclusione.
L’intervento più impattante è quello proposto da PV Verde Srl, relativo a un impianto agrivoltaico da 86,79 MW, escluso dalla Valutazione di impatto ambientale (VIA) con provvedimento della Città Metropolitana di Bari n. 2366/2025, che prevede l’espianto di 30mila ulivi. Ulteriori 7mila espianti sono previsti per il progetto di PV Blu Srl, impianto agrivoltaico da 19,91 MW, escluso dalla VIA con provvedimento n. 1986/2025. Stesso numero di alberi interessati – 7mila – per il parco fotovoltaico da 9,31 MW proposto da GDS Sole Srl, escluso dalla VIA con provvedimento n. 2367/2025.Il quarto progetto per numero di espianti è quello di PV Sol Srl, agrivoltaico da 19,89 MW, escluso dalla VIA con provvedimento n. 2166/2025, con previsione di 4mila ulivi da rimuovere. Il quinto riguarda ancora GDS Sole Srl, impianto fotovoltaico da 4,83 MW, escluso dalla VIA con provvedimento n. 2368/2025, con 1.700 espianti previsti.
A questi si aggiunge un ulteriore intervento già autorizzato e realizzato, proposto da GDR Solare (fotovoltaico), con espianto di circa 2.100 ulivi, assentito con Autorizzazione unica n. 146/2023. “Cinquantamila espianti di ulivi avrebbero un impatto devastante – dichiara Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani –. È a rischio la sopravvivenza di una coltura e di una cultura che rappresentano l’identità, la storia e l’economia del territorio bitontino, da sempre caratterizzato dai suoi ulivi e da un olio extravergine d’oliva di eccellenza nazionale”.
CIA si dichiara “fermamente contraria” a quella che definisce una trasformazione “massiccia e pervasiva” del territorio e annuncia di aver presentato ricorso per chiedere il rispetto delle prescrizioni previste in sede di autorizzazione unica, tra cui il censimento degli ulivi in buono stato e il loro eventuale spostamento. Con ulteriori tre ricorsi, l’organizzazione ha impugnato i progetti esclusi dalla VIA, ritenendo che, per dimensioni e prossimità degli impianti, si sarebbe dovuta valutare anche l’incidenza cumulativa degli interventi. “Stiamo promuovendo una battaglia legale per la difesa del territorio e delle colture tradizionali – conclude Sicolo –. Invitiamo le istituzioni comunali, regionali e la Città Metropolitana a definire aree idonee per questi impianti, evitando di sacrificare il patrimonio olivicolo e le produzioni di pregio”.

















