La famiglia di Anna Terrameo, la 79enne travolta e uccisa sabato 8 novembre lungo corso Vittorio Emanuele a Palombaio, ha deciso di affidarsi a Studio3A – Valore S.p.A. per essere assistita nel percorso giudiziario. A rappresentare i congiunti sarà l’Area Manager per Puglia e Molise Sabino De Benedictis, mentre la difesa penale è stata affidata all’avvocato Antonello Busti del Foro di Bari. Per gli accertamenti tecnici Studio3A ha già incaricato l’ingegnere Pietro Pallotti, esperto in ricostruzioni cinematiche, che ha effettuato un primo sopralluogo sul luogo della tragedia. In caso di accertamenti tecnici irripetibili, la nomina sarà formalizzata in Procura dall’avvocato Busti.
L’obiettivo, spiegano, è quello di «fare piena luce su ogni dettaglio dell’accaduto e accertare tutte le responsabilità». Ma soprattutto di dare ai familiari «le risposte che meritano» dopo un episodio che la comunità considera «grave e inaccettabile». La famiglia chiede una risposta esemplare dalla giustizia penale, affinché condotte del genere non restino impunite e la memoria di Anna Terrameo non venga dimenticata.
La tragedia ha scosso profondamente Palombaio.
Lunedì 10 novembre, nella chiesa parrocchiale, si sono svolti i funerali, a cui ha partecipato l’intera frazione; ieri, 12 novembre, si è tenuta la cremazione.
L’incidente è avvenuto sabato 8 novembre, intorno alle 20, sulla strada principale del centro abitato, dove vige il limite dei 30 km/h. La signora Terrameo stava attraversando la carreggiata dopo essere uscita dalla messa quando è stata investita da una Mercedes GLA che, secondo i testimoni, sarebbe sopraggiunta «a tutta velocità, come un missile». Le prime ricostruzioni parlano dell’assenza di segni di frenata e del corpo della vittima ritrovato a oltre quaranta metri dal punto d’urto.
Il conducente, invece di fermarsi a prestare soccorso, è fuggito, per poi costituirsi dopo circa due ore, accompagnato dal suo legale. Ha dichiarato di non essersi accorto dell’impatto e di aver dato alle fiamme il veicolo subito dopo.
Ora, con l’avvio delle indagini coordinate dalla Procura, la famiglia chiede solo giustizia e verità. «Anna merita una risposta, e la comunità di Palombaio con lei» ribadiscono i legali,

















