Con la suggestiva cerimonia religiosa della discesa delle sacre immagini dei Santi Medici, che si terrà domenica 28 giugno 2026 al termine della celebrazione eucaristica delle ore 19:00 presieduta da don Domenico Minafra parroco della Trasfigurazione di Bitritto, con questo evento si aprono ufficialmente i riti devozionali medicei, che porteranno alla solenne novena, alla festa liturgica del 26 settembre, alla solenne processione nella terza domenica di ottobre e all’ottava dei Santi Medici.
Le statue dei Santi Medici vengono fatte scendere dal loro trono centrale e posizionate ai piedi dell’altare (lato destro), alla cerimonia parteciperanno i fedeli e pellegrini provenienti dai paesi limitrofi che intoneranno il celebre canto dialettale popolare dei Santi Medici “Evvivè i sandi còsmè e dàmianè bèato quel tesoro che àvete in màno”.
Il parroco-rettore don Gaetano Coviello in sintonia con i suoi predecessori ha confermato la discesa delle sacre immagini dei Santi Medici nell’ultima domenica di giugno. Le statue rimarranno ai piedi dell’altare fino alla prima decade del mese di novembre, per consentire ai tantissimi devoti, visitatori e pellegrini provenienti da ogni parte del mondo di poter guardare con i propri occhi da vicino le sacre immagini, e di poter pregare con fede i Santi Medici.
Come risulta da una nota storica del prof. Giuseppe Cannito presidente emerito dell’Arciconfraternita dell’Immacolata Concezione Patrona di Bitonto, riportata nei Registri degli Atti della Curia Vescovile di Bitonto, nell’Archivio Storico della Basilica dei Santi Medici e nel pregevole volume mediceo patrocinato dall’Arcidiocesi di Bari-Bitonto I Santi Medici Cosma e Damiano la storia il culto i miracoli l’iconografia con prefazione del già parroco-rettore mons. Francesco Savino vescovo di Cassano all’Jonio e vice presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
La cerimonia religiosa ha una sua vita propria, partendo dal lontano 19 ottobre 1963 (ben 63 anni) per opera del primo parroco-rettore mons. Domenico Vacca, la cerimonia veniva fatto alla presenza del vescovo mons. Aurelio Marena il sabato sera che precedeva la festa esterna dei Santi Medici, venne confermata dal secondo parroco-rettore don Antonio Mattia alla presenza dell’arcivescovo di Bari-Bitonto mons. Mariano Magrassi.
Nel 2008 (dopo 45 anni) venne introdotta una variazione per volontà dell’allora terzo parroco-rettore mons. Francesco Savino con il beneplacito di mons. Francesco Cacucci arcivescovo di Bari-Bitonto pur restando fedele alla cerimonia religiosa, la discesa fu spostata per la prima volta nell’ultima domenica del mese di giugno, la motivazione scaturiva da un progetto pastorale denominato: Peregrinatio, era un’occasione d’incontro per venerare da vicino le statue miracolose dei Santi Medici nel periodo estivo dai fedeli e soprattutto dai pellegrini cattolici e ortodossi.
Il quarto parroco-rettore mons. Vito Piccinonna vescovo di Rieti nel giugno 2015 con nulla osta dell’arcivescovo confermò la tradizionale cerimonia della discesa delle statue dei Santi Medici, con una variazione giubilare: tutti i pellegrini dovevano passare dalla Porta Santa della Basilica Pontificia divenuta sede giubilare riconosciuta dalla Santa Sede.
Quest’anno i fedeli, i pellegrini e i visitatori che si recheranno dinanzi all’altare (lato sinistro) nel vedere da vicino con sentimenti gioiosi le sacre immagini dei Santi Medici noteranno con stupore una nuova opera d’arte sacra: il Battistero fortemente voluto con dedizione e tenacia da don Gaetano Coviello per il completamento dell’arredo liturgico in Basilica, venne benedetto l’8 febbraio 2026 da mons. Giuseppe Satriano arcivescovo di Bari-Bitonto e mons. Francesco Savino.
Il Battistero è stato realizzato in pregiato marmo di Apricena a forma ottagonale richiamando uno dei simboli più autentici della fede cristiana: l’ottavo giorno, il giorno della risurrezione di Cristo, che porta alla vita eterna. La pavimentazione sotto il Battistero con le linee stilizzate richiama gli ornamenti del fonte della Cattedrale romanica pugliese di Bitonto, e con i suoi intarsi policromi di forma ellittica rimanda agli antichi simboli cristologici. L’accesso alla vasca per celebrare il rito battesimale nella forma di immersione per adulti avviene attraverso tre gradini, che richiamano i tre giorni della sepoltura di Cristo.
Il nuovo Battistero non è solo una pregevole opera d’arte sacra contemporanea, ma indica teologicamente un luogo liturgico e sacramentale che genera nella chiesa nuovi figli alla fede cristiana attraverso il sacramento del Battesimo.
















