La battaglia di Angelica Pasculli arriva questa sera in televisione. La giovane mamma bitontina, che da mesi sta chiedendo di poter accedere a una terapia oncologica non ancora disponibile in Italia, sarà protagonista di un servizio de “Le Iene”.
È stata lei stessa ad annunciarlo sui social, spiegando quanto sia difficile mettere davanti alle telecamere una parte così intima della propria vita.
«Per me non è semplice vedere raccontata la mia vita, la mia battaglia e tutto ciò che c’è dietro», ha scritto Angelica. «Ma ho scelto di raccontarmi perché vorrei che la mia storia potesse arrivare a tante persone e, soprattutto, portare un messaggio di speranza e una richiesta di appello».
La sua storia aveva già mobilitato istituzioni e comunità. Angelica è affetta da adenocarcinoma pancreatico metastatico, scoperto mentre era incinta. Scelse allora di rinviare alcune terapie per portare avanti la gravidanza e far nascere il suo bambino, Andrea. Successivamente si è sottoposta alle cure previste, ma con il progredire della malattia ha iniziato a chiedere la possibilità di accedere al daraxonrasib, farmaco oncologico non ordinariamente disponibile in Italia.
Nei mesi scorsi aveva scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro della Salute e ai vertici dell’Aifa, chiedendo che venisse individuata una strada per consentirle l’accesso alla terapia.
Sulla vicenda era intervenuto anche il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e l’Aifa aveva avviato interlocuzioni per verificare la possibilità di un programma di uso compassionevole. Anche il presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale pugliese, Felice Spaccavento, aveva rivolto un appello all’Agenzia italiana del farmaco.
Al centro, però, resta la richiesta più semplice di Angelica: avere ancora tempo per crescere suo figlio e stare accanto alla propria famiglia.
«Se vi va guardate il programma e fatemi compagnia anche solo da lontano», ha scritto rivolgendosi a quanti in questi mesi le sono stati vicini. «Per me sapervi lì, davanti alla televisione, avrà un significato enorme».

















