È stato ufficialmente intitolato al professor Michele Giorgio, già preside del Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Bitonto, l’auditorium dell’istituto che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per la vita culturale, scolastica e politica cittadina.
La cerimonia si è svolta lunedì, alla presenza di autorità istituzionali, docenti, studenti, ex alunni e rappresentanti del mondo associativo. Un momento intenso e partecipato per ricordare una figura centrale della scuola bitontina, scomparsa lo scorso luglio.
Il ricordo del sindaco Francesco Paolo Ricci: «Un punto di riferimento umano e amministrativo»
Ad aprire gli interventi è stato il sindaco Francesco Paolo Ricci, che ha ricordato Michele Giorgio come un riferimento umano e amministrativo per intere generazioni. «Non era una persona che si metteva davanti – ha sottolineato – ma sapeva accompagnare con discrezione chi muoveva i primi passi nell’impegno politico e civile. Lo ha fatto con me, venticinque anni fa, e con tanti altri, sempre dietro le quinte».
Il primo cittadino ha evidenziato la ricchezza della sua figura: educatore, amministratore, poeta e scrittore, protagonista della vita sociale e culturale locale. «Oggi – ha concluso – abbiamo bisogno di ritrovarci nei luoghi e nei legami. Michele Giorgio continua a farlo anche attraverso questa intitolazione».
L’assessore alla Pubblica Istruzione, Christian Farella: «Per me è stato come un padre»
Profondamente personale l’intervento dell’assessore alla Pubblica Istruzione, Christian Farella, ex alunno dell’istituto e del professore, che ha ricordato l’impegno di Michele Giorgio nella realizzazione dell’auditorium e la sua visione della cultura come educazione:
«Mi disse: istruzione è cultura, educazione è cultura, tutto ciò che genera bellezza è cultura. Una frase che mi ha segnato profondamente». Da qui il senso dell’intitolazione, dedicata soprattutto alle nuove generazioni.
Giovanni Procacci: fede, pensiero forte e dialogo
Il contributo del professor Giovanni Procacci ha offerto una lettura più filosofica della figura di Michele Giorgio. «Non si può non ricordare la sua fede irriducibile – ha spiegato – vissuta nel silenzio e riconosciuta nella storia».
Una formazione segnata dal cosiddetto pensiero forte, ma sempre aperta al confronto: «Era fermo nelle sue convinzioni, ma proprio per questo capace di dialogare con chi la pensava diversamente». Procacci ha ricordato anche l’attività di scrittore del preside Giorgio e il valore dei suoi diari, in cui emerge l’amore per la famiglia, la scuola e la verità.
Nicola Pice: «La scuola come cantiere di cittadinanza»
A definire la scuola come «un cantiere di cittadinanza e un laboratorio di democrazia» è stato Pice, che ha sottolineato l’impegno costante di Michele Giorgio nel mettere l’educazione al centro di una rete di relazioni territoriali.
«Senza proclami – ha affermato – ma con la forza di chi vive ciò che insegna e crede che i giovani siano speranza e futuro». Citando una frase celebre, ha concluso: «Le cose migliori della vita non si insegnano, si incontrano. E noi siamo stati fortunati a incontrarlo».
Pinuccio Rossiello: «Un’eredità educativa che resta»
Molto articolato l’intervento del professor Pinuccio Rossiello, che ha ringraziato la dirigenza scolastica per l’intitolazione dell’auditorium, definendola «non un gesto simbolico, ma il riconoscimento di una storia collettiva».
Rossiello ha ricordato l’autorevolezza gentile di Michele Giorgio, la sua capacità di dialogo e l’impronta lasciata negli studenti: «Oggi direbbe ai giovani di non perdere mai la fiducia nel futuro». «Ha creduto nella scuola – ha concluso – come fondamento della crescita civile della città».
La voce dello storico gruppo docenti del liceo: il prof. Vincenzo Cariello
La parola – o, meglio, le parole, colme di commozione – è poi passata ad una autentica colonna dell’istituto, il prof. Vincenzo Cariello, che del preside fu collega e amico, quasi coetaneo: «C’è un aspetto che più di tutti risaltava in lui: la capacità di unire insieme rigore morale, maestria didattica e profonda umanità, non è un caso che la sua cifra stilistica nelle relazioni fosse proprio il dialogo, sin dai tempi della giovinezza».
Losito e l’Università della Terza Età
A chiudere gli interventi è stato Valentino Losito, che ha ricordato Michele Giorgio come una persona capace di «camminare accanto agli altri». Centrale il suo ruolo nell’Università della Terza Età di Bitonto, ora presieduta da Losito, di cui Giorgio è stato colonna portante fin dalla fondazione nel 1988.
«Credeva nella forza dei sogni e nella fecondità delle utopie – ha detto – e pensava che la scuola non dovesse solo istruire, ma educare al saper essere. Non si finisce mai di andare a scuola: siamo tutti, insieme, discenti e docenti».
Un nome che resta, una lezione che continua
La cerimonia si è conclusa con letture tratte dalle opere e dalle poesie di Michele Giorgio.
Da martedì, l’Auditorium del Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Bitonto porta il suo nome: un segno concreto di una vita spesa per l’educazione, la scuola e la comunità.

















