La Puglia è la regione italiana più colpita dalle intimidazioni contro amministratori locali e dipendenti della pubblica amministrazione. Nel 2025 sono stati 51 gli episodi censiti da Avviso Pubblico nel rapporto “Amministratori sotto tiro”, distribuiti in 38 Comuni e in tutte le sei province pugliesi.
Un primato pesante, che riporta la regione al primo posto della classifica nazionale. A livello italiano, nel 2025 sono stati registrati 309 atti intimidatori, pari a una minaccia ogni 28 ore. La Puglia, da sola, concentra oltre il 16% del totale nazionale.
Nel quadro regionale compare anche Bitonto. Secondo il rapporto, per la città il 2025 rappresenta il nono anno in cui viene registrato almeno un atto intimidatorio nei confronti di amministratori o personale pubblico. Un dato che inserisce Bitonto tra i territori pugliesi dove il fenomeno non appare episodico, ma si ripresenta nel tempo.
La provincia più colpita nel 2025 è Lecce, con 15 casi, seconda in Italia dopo Napoli. Seguono Taranto con 9 episodi, Foggia con 8, Bari con 7, Brindisi e Barletta-Andria-Trani con 6 ciascuna.
Il dato storico conferma la profondità del problema: dal 2010 al 2025 in Puglia sono stati censiti 745 atti intimidatori, con una media di circa 46 casi all’anno, quasi uno a settimana. Sono 165 su 257 i Comuni pugliesi colpiti almeno una volta: il 64%, la percentuale più alta d’Italia.
Tra i Comuni interessati nel 2025, sette sono stati in passato sciolti per infiltrazioni mafiose: Foggia, Manfredonia, Monte Sant’Angelo, Neviano, Orta Nova, Ostuni e Terlizzi.
Incendi di auto, danneggiamenti, minacce dirette e messaggi simbolici restano le forme più ricorrenti. Segnali diversi, ma con un unico bersaglio: chi amministra, decide, rappresenta un pezzo di istituzione sul territorio. E ogni intimidazione, prima ancora che una ferita personale, è un colpo alla libertà democratica di una comunità.
















