“Abbiamo perso tutto. Quel maledetto incendio ha cancellato anni di sacrifici”.
Maria Antonia, i suoi genitori, le sue tre sorelle e il suo fratellino sono “distrutti”, come la loro casa in via Vittorio Veneto a Palombaio, frazione di Bitonto.
L’edificio, che fino a qualche giorno fa aveva costituito il nido della famiglia, ora è poco più che un cumulo di detriti. “Più della metà è stata devastata dalle fiamme”, divampate a causa di “un corto circuito partito presumibilmente dal frigorifero”.
“È successo intorno alle 15 di sabato 29 agosto – racconta la 24enne Maria Antonia -. A notare le fiamme è stato mio fratello di sei anni, che ha subito iniziato ad urlare e ha svegliato i miei genitori, che stavano riposando”.
Inutili però i tentativi del papà di spegnere il rogo. Il 40enne “è corso senza scarpe, tanto che si è ustionato i piedi, ma le fiamme erano ormai indomabili” e avevano avvolto già parte dell’appartamento.
“Sono crollati soffitti, scoppiate porte e finestre e il troppo calore ha anche sciolto gran parte delle cose che c’erano nelle stanze non colpite”. Distrutti “mobili, elettrodomestici, vestiti, scarpe giocattoli, documenti, ricordi. Letteralmente tutto”. Compresi il materiale didattico dei due piccoli di casa, Vito di sei anni e Greta di undici, che a giorni dovranno ricominciare la scuola, e i farmaci di mamma Loredana.
“Soffre di una malattia rara cerebrovascolare degenerativa – spiega la figlia maggiore -. Nell’incendio, abbiamo perso anche i suoi medicinali e abbiamo dovuto ricomprarli”.
Ma non sono le uniche spese extra che la famiglia sarà costretta a subire.
Dai sopralluoghi eseguiti a seguito del rogo, sarebbero emerse criticità ambientali, legate alla possibile presenza d’amianto nell’edificio e spetterà ora ai proprietari incaricare una ditta specializzata per la bonifica del sito con l’abbattimento delle polveri mediante bagnatura costante del suolo e dei frammenti per evitare lo spolveramento.
Intervento da eseguire insieme allo sgombero del materiale e detriti, per cui “c’è stato fatto un preventivo da 2900 euro più IVA al 22%”.
Risorse che la famiglia, ora divisa e ospitata provvisoriamente da parenti, non sa neanche come recuperare. “Possiamo contare solo sullo stipendio di papà. È un operaio agricolo, lavora da mattina a sera, ma comunque si fatica ad arrivare a fine mese” ammette Maria Antonia.
Impossibile poi pensare alla necessaria ristrutturazione dell’immobile. “I danni subiti sono ingentissimi – come si può notare dalle foto scattate dalle 24enne -. Bisognerebbe ricostruirla completamente e sicuramente la spesa sarà troppo elevata”.
Per questo Loredana e figli hanno deciso di chiedere aiuto ai loro concittadini e alla rete.
Nei giorni scorsi, hanno infatti avviato una raccolta fondi sulla piattaforma online “GoFund Me” (https://www.gofundme.com/f/siamo-una-famiglia-di-sei-persone-distrutte). Un centinaio le donazioni finora registrate, per un totale di oltre 4500 euro.
E la gara di solidarietà ha coinvolto anche tutta la comunità di Palombaio e non solo. Per chi è poco avvezzo agli strumenti informatici, il consigliere comunale Arcangelo Putignano ha messo infatti a disposizione, nel proprio negozio di oggettistica nel centro della frazione, un salvadanaio in cui ciascuno può lasciare la propria offerta per la famiglia, grata per la generosità di tutti.
“Vogliamo solo ricominciare una vita semplice e modesta come quella che facevamo – conclude Maria Antonia -. La stessa che ora ci manca tanto”.

















