Sono 39 gli ettari andati in fumo nel territorio di Bitonto a causa del vasto incendio che domenica ha colpito il Bosco Rogadeo e l’area compresa tra Quasano e Toritto. Il bilancio parla di 27 ettari di bosco e 12 ettari di macchia mediterranea distrutti dalle fiamme, lungo un perimetro di circa 2,7 chilometri.
L’incendio, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe partito nei pressi di Toritto, propagandosi rapidamente lungo la lama fino a raggiungere il bosco bitontino. A favorire l’avanzata del fronte di fuoco è stato il forte vento di scirocco, che ha trasportato frammenti incandescenti oltre le fasce tagliafuoco predisposte nei mesi scorsi, rendendo più difficili le operazioni di contenimento.
Distrutti complessivamente 352 ettari, per un perimetro complessivo di 12,8 chilometri. Il corrispettivo di circa 500 campi di calcio.
Per domare i focolai sono intervenuti i vigili del fuoco, gli operatori di Arif e la Protezione civile. Nelle attività di monitoraggio è stato utilizzato anche un drone, impiegato per sorvolare l’intera area interessata dall’incendio, georeferenziare i punti ancora caldi e ricostruire con precisione l’estensione del rogo.
Sul grave incendio è intervenuto anche il sindaco di Bitonto, Francesco Paolo Ricci, che ha evidenziato come le fasce tagliafuoco realizzate in via preventiva non siano state sufficienti a fermare le fiamme a causa delle eccezionali condizioni del vento.
«Nonostante gli interventi effettuati per assicurare le strisce tagliafuoco, il vento di scirocco ha trasportato i filamenti incendiari fino alla vegetazione del bosco», ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando la necessità di avviare un confronto tra tutti gli enti coinvolti e di approfondire, insieme alla magistratura, le cause dell’incendio.
Le indagini sono affidate ai Carabinieri del Parco nazionale dell’Alta Murgia, che stanno verificando l’origine del rogo. Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi: dall’evento colposo, eventualmente provocato da bruciature di residui vegetali sfuggite al controllo, fino alla matrice dolosa. La presenza di più fronti d’incendio e la coincidenza con giornate caratterizzate da venti favorevoli alla propagazione delle fiamme rappresentano elementi che saranno approfonditi nel corso degli accertamenti.
















