Un cumulo di rifiuti che cresce giorno dopo giorno, fino a diventare una miccia pronta a bruciare. È così che, secondo i volontari che monitorano l’agro di Bitonto – che si estende per 174 chilometri quadrati -, nascono molti degli incendi che periodicamente devastano le campagne.
L’ultimo rogo è divampato qualche giorno fa, intorno alle 16, in via vecchia Palo, in un’area dove nei giorni precedenti erano stati accumulati materiali di ogni tipo: plastica, scarti industriali, pedane di legno, pneumatici, frigoriferi e mobili. Un sito che, secondo chi da tempo segue il fenomeno, aveva già tutte le caratteristiche di una discarica abusiva destinata a essere incendiata.
A raccontarlo è Fabio Fornelli, referente dell’associazione di protezione civile e tutela ambientale E.R.A. Murgiae ODV, che da anni monitora le campagne tra Bitonto, il Parco di Lama Balice e l’Alta Murgia.
«Avevamo segnalato quella situazione una decina di giorni fa – spiega – perché l’accatastamento dei rifiuti seguiva uno schema preciso: sotto plastica e materiali leggeri, sopra pedane e copertoni. È la struttura tipica dei roghi finalizzati a recuperare il ferro dopo la combustione».
Secondo i volontari, il fenomeno delle microdiscariche nell’agro è ormai sistematico. In molti casi si tratta di terreni isolati, talvolta abbandonati, altre volte addirittura coltivati, dove vengono scaricati rifiuti industriali, pneumatici, elettrodomestici o batterie.
«Noi li mappiamo e segnaliamo tutto alle autorità – racconta Fornelli – alla polizia locale o, quando si tratta di rifiuti pericolosi come batterie o liquidi sconosciuti, anche ai Carabinieri forestali o ai Nas».
L’associazione, nata nel 2021 e riconosciuta come organizzazione di volontariato e protezione civile, è composta da operatori specializzati e radioamatori con formazione in antincendio boschivo, gestione delle emergenze e utilizzo di droni per il monitoraggio ambientale. Negli ultimi anni i volontari hanno sviluppato un sistema di controllo del territorio basato su pattugliamenti, mappatura delle discariche abusive e ricognizioni tecnologiche. Un lavoro che ha portato anche alla collaborazione con il Parco naturale regionale di Lama Balice, dove l’associazione svolge attività di monitoraggio e prevenzione incendi. Proprio da questa esperienza è nata la proposta presentata al Comune di Bitonto: un progetto di monitoraggio ambientale stabile dell’agro, basato su volontari qualificati e sull’uso di droni per individuare discariche abusive, sversamenti e focolai. Il territorio rurale bitontino, spiegano i documenti dell’associazione, si estende per circa 40 chilometri lineari e comprende aree agricole, lame e zone di confine con altri comuni, difficili da controllare con le sole risorse comunali. Tra le proposte avanzate anche l’istituzione della figura dell’ispettore ambientale comunale, incaricato di pubblico servizio, che avrebbe il compito di monitorare il territorio, segnalare illeciti e supportare la polizia locale.
Secondo i volontari, però, le richieste avanzate negli ultimi anni sarebbero rimaste senza risposta. Tra queste anche la proposta di rafforzare il presidio operativo sul territorio attraverso una collaborazione strutturata con il Comune e con la Polizia locale: «Molti incendi – sostiene Fornelli – potrebbero essere contenuti subito con interventi tempestivi e attrezzature adeguate. In territori come l’agro di Bitonto, dove molte zone sono difficili da raggiungere, avere la disponibilità di mezzi idonei e un coordinamento stabile con le istituzioni farebbe la differenza».
Nonostante le difficoltà, i volontari continuano a monitorare il territorio anche fuori dai periodi di convenzione con il Parco di Lama Balice, percorrendo ogni giorno decine di chilometri tra strade rurali e tratturi.
«Lo facciamo quando possiamo – conclude Fornelli -, cercando di strutturare il tutto affinché la zona resti sempre presidiata, per fungere anche da deterrente ed essere un presidio quanto più costante e presente possibile».

















