No, proprio la sua morte non poteva passare in sordina.
Ché sarebbe stata “summa iniuria” che al suo trapasso venisse imposto questo dispositivo meccanico (la sordina, appunto), che, applicato alla tromba, agisce da filtro e ne modifica il timbro.
Già, perché il doveroso ricordo di Donato Bisceglie non può essere mai disgiunto da questo nobilissimo strumento musicale. Sublime è, infatti, l’artista che ne soffia dentro i sogni e le passioni, modulati dai tasti sapientemente pigiati, quasi a scolpire invisibili e pur tangibili stati d’animo.

Donato – come fieramente e finalmente recitava il manifesto funebre – è stato un musicista di altissima levatura, ha suonato con la sua band “I Popa Thoun” ed altri gruppi, ha impreziosito festival e concerti, è stato pure un maestro molto amato dai suoi allievi.

Leggi su Facebook, fra gli altri, il commento dell’amico Gino Terlizzi, batterista di indiscusso valore, e ti tornano in mente le immagini un poco in bianco e nero, un poco a colori, a cavallo fra i Sessanta e i Settanta del secolo scorso: in fondo, scenografie psichedeliche e fantasiose con i nomi dei protagonisti della serata e loro, baffoni sparvieri e barbe improbabili, folte capigliature, qualche cappello bizzarro e pantaloni a zampa d’elefante d’ordinanza, lì, orgogliosamente impettiti con i fidi strumenti tra le mani a trascinare folle scatenate di fans adoranti in sale, cinema e piazze.

Tempi meravigliosi, poi proseguiti nei favolosi decenni a seguire, col supporto fondamentale delle radio private e libere, e oggi tristemente svaniti, chissà.
Ecco quel che scrive il sodale sunnominato e commosso: “Ciao Donato, ci hai lasciato troppo presto, ma una cosa è certa: hai lasciato un segno indelebile, che è quello di essere stato uno dei migliori trombettisti di tutti i tempi, perché sei stato uno dei più bravi ed hai avuto modo di suonare con i più grandi cantanti e musicisti di tutti i tempi, e non solo a livello locale ma soprattutto anche a livello internazionale. Sono certo che non sarà tanto facile poterti dimenticare, perché rimarrai sempre nei nostri cuori“.

Nato subito dopo la Seconda Guerra mondiale, Donato è apparso subito un predestinato da trombettista, avendo iniziato a soli otto anni accanto al padre.
Si è formato alla sequela del maestro Pino Di Modugno, ha diretto lui stesso alcune orchestre ed ha dato vita, come dicevamo, a “I Popa Thoun” – registravano con la casa discografica “Cultura & Musica” (“C&M”), un’etichetta molto attiva all’epoca e oggi divenuta “Sorriso edizioni musicali” -, con i quali ha supportato svariate celebrità canore come Iva Zanicchi, Peppino Di Capri e Anna Oxa, oltre ad aver avuto l’onore di partecipare ad una trasmissione televisiva condotta da Pippo Baudo.

Una settimana fa, ahinoi, l’ultima nota di Donato Bisceglie – un’assoluta eccellenza bitontina – si è perduta nel cielo della sera, per farsi stella lucente che brillerà per sempre…
















