“Cara Silvana, è davvero difficile rivolgerti queste ultime parole. Nonostante il trapasso sia parte della vita, nessuno è mai veramente preparato ad affrontarlo. E ancor più difficile lo è per chi, come tutti noi, è stato ricambiato della tua amicizia e ha – così – potuto apprezzare da vicino la tua carismatica empatia, la tua determinazione e il tuo coraggio”.
I dipendenti comunali salutano così Silvana Dimundo, una collega, un’amica, con cui non sono mancate discussioni, ma con cui si condivideva l’obiettivo di rendere migliore la città.
“Ognuno di noi, sia chi ha condiviso con te, per un lungo tratto, l’esperienza lavorativa nell’Ente, sia chi è parte di questa compagine da meno tempo – scrivono in una lettera rivolta alla comandante -, sicuramente conserva di te affettuosi ricordi e, ne siamo certi, anche preziosi insegnamenti. I gravosi compiti che ci sono affidati e le sfide che quotidianamente ci si presentano ci hanno anche portato, a volte, a confronti vivaci, ma sempre e solo – tutti – con un unico obiettivo: il bene, la cura persino, di questa città. Missione che tu hai incarnato con la passione per il tuo lavoro, la dedizione al Corpo e la fiducia nelle istituzioni”.
“Non più tardi di un paio di settimane fa – ricordano -, in un messaggio di ringraziamento per la partecipazione ai festeggiamenti per il santo patrono della Polizia Locale, hai detto di esserti sentita “stretta in un gruppo che non è esclusivamente di lavoro, ma sapeva di famiglia, di colleghi che ci sono sempre”. Ci auguriamo davvero di essere stati capaci di esserti vicino, pur con tatto e discrezione” la loro speranza.
“Queste tue ultime parole, in questo difficile momento, un po’ ci consolano e le porteremo sempre nel cuore. Convinti che, come insegna Sant’Agostino, “coloro che amiamo e che abbiamo perduto non sono più dove erano, ma sono ovunque noi siamo”. E così, magari – concludono -, sarà colmato il resto del vuoto che, tuo malgrado, lasci in tutti noi”.

















