La denuncia arriva da Pasquale Fallacara, studioso innamorato della storia e della cultura della nostra città. Ecco cosa scrive sulla seguitissima pagina Facebook Bitonto da riscoprire.
“Ecco a voi l’Opera scultorea ubicata all’ingresso della zona artigianale, tra via Senatore Angelini e via Paolo Scoppio. Realizzata nel 1996, si erge verso l’alto, con degli scalini che stanno a significare la scalata professionale dell’artigiano e il suo ruolo sempre maggiore nella società. Fu realizzato dall’artista bitontino Pantaleo Avellis, a cura della C.N.A. Bitonto nel 1996.
“L’Opera dedicata alla vita produttiva e creativa dell’artigiano, affinché non si dimentichi che l’idea priva della “struttura” certa e reale del manufatto non può rappresentare nella totalità l’opera d’arte, la cui esecuzione non avrebbe esito senza la padronanza della materia propria dell’artigiano, avendo un’importanza strutturale la sinergia tra progettazione ed esecuzione”.
Posizionata all’interno di un piccolo giardinetto, ubicato nelle immediate adiacenze del passaggio a livello della via di Molfetta, non è mai stata totalmente apprezzata. In origine una fontanella posta in cima, grazie ad un getto d’acqua, doveva creare un effetto “cascata”, rendendo l’opera “viva”. Oggi purtroppo non risulta illuminata, la fontanella non è funzionante ed il tutto, deturpato da graffiti insignificanti, versa in uno stato di completo abbandono.
Un vero peccato.
Che si intervenga quanto prima nel riportare il tutto al suo originario splendore, in memoria dei nostri cari Artigiani oggi non più tra noi”

















