C’è un momento, per ogni giornale di comunità, in cui le parole chiedono una casa. Non solo un ufficio, ma un luogo attraversabile, riconoscibile, vivo. Per daBitonto quel momento è arrivato.
Il giornale apre ufficialmente una nuova sede nel centro storico, in Corte Trento, a pochi passi dal suggestivo Arco Pinto. Un ritorno dentro le pietre antiche della città, là dove le storie nascono prima ancora di essere scritte.
L’inaugurazione è in programma giovedì 22 gennaio, articolata in due momenti distinti ma complementari.
Alle 18.00 si terrà la conferenza stampa di presentazione, alla presenza del Ordine dei Giornalisti. Interverranno il presidente Maurizio Marangelli, il consigliere dell’Esecutivo nazionale Piero Ricci e il già presidente dell’Ordine Valentino Losito.
A guidare il confronto sarà il direttore di daBitonto, Mario Sicolo.
I saluti istituzionali saranno affidati al sindaco di Bitonto Francesco Paolo Ricci.
Alle 19.30, invece, la sede aprirà le porte alla città. L’evento sarà pubblico e aperto a tutti: lettori, cittadini, amministratori, associazioni. In questa seconda parte della serata sarà presentato anche il Calendario daBitonto 2026, accompagnato da un momento di convivialità.
Sarà l’occasione per raccontare un nuovo capitolo del nostro percorso editoriale e, soprattutto, per rinnovare il legame con la comunità che ogni giorno ci legge, ci sostiene, ci interroga.
Il calendario.
Il Calendario 2026 di daBitonto è un progetto corale: fotografie di Domenico Fioriello, visual design di Mimmo Ciocia / Dom&Partners, progetto editoriale di Alessandro Intini.
Non semplici immagini, ma finestre silenziose sulla città.
Piccole istantanee di Bitonto che respirano: pietra chiara, archi pazienti, ombre che sanno aspettare. Bitonto, qui, non si mostra: si lascia trovare.
La sede.
La nuova sede non nasce come semplice spazio operativo, ma come redazione aperta, luogo pensato per accorciare la distanza tra chi scrive e chi legge. Un punto di incontro in cui il giornalismo di prossimità diventa esperienza concreta: incontri, dialoghi, iniziative culturali, momenti di ascolto.
Un’idea semplice e radicale insieme: fare del giornale uno spazio condiviso, dove le storie non arrivano solo via mail o messaggio, ma attraversano una porta.
Trasformare la redazione in un luogo fisico, attraversabile, significa dire una cosa chiara alla città:
questo giornale è vostro.
E noi, giovedì 22 gennaio, vi aspettiamo a casa.

















