Il nuovo lavoro di Franco Martini, “Il corpus epigrafico della chiesa di Santa Caterina d’Alessandria in Bitonto e altre quattro rilevanti iscrizioni bitontine in versi“, rappresenta un contributo significativo alla storia e alla conoscenza del patrimonio culturale di Bitonto.
Martini, giovinazzese, già docente di lettere classiche e da tempo impegnato nella ricerca storica legata ai nostri territori, concentra la sua attenzione sulle epigrafi medievali e moderne della città, con un approccio che unisce rigore filologico e sensibilità storica.

Il volume dedica particolare attenzione alle epigrafi della chiesa di Santa Caterina d’Alessandria ma affronta anche altre testimonianze urbane significative. Ogni iscrizione viene analizzata nel suo contesto materiale e architettonico, con riferimenti storici e biografici che ne arricchiscono la comprensione.
Tra i testi affrontati emergono il raffinato testo metrico di Elefante Scriba, la ricostruzione “protoangioina” del 1269, le iscrizioni moderne sulle porte della chiesa e il fonte battesimale più antico di Bitonto. Queste analisi permettono di far emergere dettagli e interpretazioni finora poco esplorati, offrendo una visione più completa del patrimonio epigrafico cittadino.
Nella seconda parte del libro, Martini si concentra su altre quattro iscrizioni in versi, di epoche diverse.
Tra queste, la nota epigrafe mutila di “Pollice”, l’iscrizione di Margarita e Silvestro e quella di Marcantonio Scaraggi, quasi inedita, rappresentano esempi di come le epigrafi possano raccontare non solo fatti storici, ma anche aspetti culturali e sociali della città.
Lo studio si distingue per letture critiche, ricostruzioni fondate su osservazioni metriche e filologiche e confronto con la bibliografia esistente, offrendo nuove prospettive anche rispetto a studi precedenti.
Particolarmente rilevante è la proposta dell’autore di creare un “Corpus Inscriptionum Bituntinarum”, un progetto sistematico per catalogare e analizzare tutte le epigrafi della città.
Una iniziativa di grande valore scientifico e culturale, capace di favorire ulteriori ricerche e approfondimenti e di mettere a disposizione di studiosi e cittadini un patrimonio documentario spesso poco noto. Martini annuncia, inoltre, l’intenzione di proseguire lo studio di altre epigrafi bitontine, dimostrando un impegno costante verso la valorizzazione di questo materiale storico.
Il libro combina rigore scientifico e chiarezza espositiva, rendendo accessibili i contenuti sia agli specialisti sia a chi si avvicina alla storia della città per erudita curiosità personale.
È un lavoro che arricchisce la conoscenza del patrimonio bitontino, ne valorizza la memoria storica e mostra come la passione per la ricerca possa tradursi in contributi concreti e duraturi per la comunità. La nostra comunità. Una comunità che non può che ringraziare un illustre studioso della vicina, bellissima, amica città di Giovinazzo.

















