Promuovere l’agroecosistema delle lame murgiane in sinergia con tutte le componenti costitutive del territorio. È lo scopo del Biodistretto delle Lame, presentatosi nei giorni scorsi a Bitonto, nel Torrione Angioino, nel convegno divulgativo “Verso un territorio sostenibile: il ruolo del Biodistretto delle Lame nello sviluppo locale“, nell’ambito della prima edizione di IncantEVOle, festival dell’olio extravergine di oliva. Il primo di una serie di incontri per riflettere sul ruolo di questa realtà e sull’importanza di fare rete per avviare un vero sviluppo locale che faccia leva su identità del territorio, sulla tutela dell’ambiente e del paesaggio, sull’agricoltura biologica e tradizioni ad essi legate.
Il Biodistretto è un’associazione tra aziende agricole e di trasformazione, strutture ricettive e culturali, amministrazione pubblica e cittadini che cooperano tra loro per garantire, produrre e promuovere la qualità e sostenibilità dei beni e servizi del territorio. Lo spiega il presidente Benedetto Fracchiola: «Il Bio-Distretto delle Lame rappresenta un territorio vocato all’agricoltura sostenibile e biologica che mette in sinergia paesaggio, ambiente e comunità cittadine con l’obiettivo di sostenere, valorizzare e sviluppare in maniera integrato il territorio».
Centrale, aggiunge Fracchiolla, il ruolo degli agricoltori, veri custodi del territorio, nel garantire una sostenibilità ambientale, economica e sociale del settore agricolo. E ovviamente la qualità del cibo che la terra ci offre.
Il riconoscimento dei biodistretti e dei distretti del cibo è disciplinato dalla legge regionale 37 del 29 dicembre 2023, che all’art. 104 introduce radicali modifiche alla precedente normativa su promozione e riconoscimento dei distretti produttivi, come spiega Raffaella Di Terlizzi, Regione Puglia, citando l’art. 3 che stabilisce che «al fine di agevolare le procedure di riconoscimento dei distretti produttivi e di monitorare le attività da questi espletate, è istituito il registro regionale dei distretti produttivi pugliesi, gestito mediante piattaforma informatica, a cui devono iscriversi anche i distretti già riconosciuti».
Di Terlizzi, dunque, rimarca l’importanza strategica attribuita al Biodistretto nelle politiche della Regione Puglia, dimostrato dal supporto del Dipartimento Agricoltura della Regione nel percorso che ha portato alla sua nascita.
«Ho appoggiato sin da subito la nascita e lo sviluppo del Biodistretto delle Lame, già assessora alle Attività Produttive e al Lavoro al comune di Ruvo di Puglia» continua Luciana Di Bisceglie, presidente della Camera di Commercio di Bari, ribadendo il suo sostegno alle pratiche e alle iniziative che da questa nuova realtà saranno messe in atto.
Tra gli ospiti, Antonio Guario, fitoiatra dell’Associazione Regionale Pugliese dei Tecnici e Ricercatori in Agricoltura, che introduce la storia dell’agricoltura biologica, sottolineando come i principi alla base si siano man mano rafforzati, fino alla nascita dei sistemi di certificazione con i controlli di organismi di controllo per dimostrare al consumatore che il prodotto venduto abbia rispettato le regole di una agricoltura biologica: «I punti di forza dell’agricoltura biologica sono salute dell’operatore, salute del consumatore, salute del suolo, biodiversità del terreno, salute della pianta e innovazione tecnologica. Quest’ultimo ha permesso di orientare la ricerca verso nuovi sistemi e mezzi di difesa dalle avversità. Le tecniche oggi adottate nella gestione fitosanitaria hanno posto al centro della protezione, gli studi sugli aspetti fisiologici della pianta, stimolando la pianta ad esprimere al meglio alcune sistemi di autodifesa che sono già presenti ma non sufficienti per una adeguata autodifesa».
Del ruolo della tecnologia nella promozione del territorio e dei suoi agricoltori parla anche Alessandra Merola responsabile marketing di Alce Nero, evidenziando come attraverso la tecnologia blockchain si possa valorizzare l’olio evo biologico del Bio-Distretto delle Lame: «La tecnologia blockchain è un registro digitale decentralizzato, pubblico e sicuro, di validazione dei dati, contenente tutte le registrazioni eseguite lungo la filiera e fruibile attraverso un Qr code posizionato sul collarino della bottiglia, attraverso il quale è possibile tracciare tutte le fasi del processo: produzione, trasformazione e confezionamento».
Il convegno rientra nell’ambito del progetto “Crescita del capitale umano per lo sviluppo del territorio del Biodistretto delle Lame”, sovvenzionato dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
















