Anthony Partipilo è un attaccante di quelli estrosi e inafferrabili, ha il sangue biancorosso e dopo lungo peregrinare è tornato nel suo borgo natio.
Eppure, quando stava volgendo al termine l’incontro fra una delegazione del Bari e gli ospiti della Casa Alloggio Raggio di Sole – ognora sorvegliati con occhio amorevole dagli operatori, che pare si ispirino al Crocifisso che campeggia sulla parete in fondo alla sala polifunzionale, dimentico dei chiodi del dolore e pronto ad abbracciare tutti -, ha afferrato il microfono con la mano un poco tremula dall’emozione ed ha sussurrato la frase più bella di tutta la mattinata: “Ogni vostro sorriso per noi è tutto“.
Ed è stato proprio così, mentre i ragazzi – che pure portano l’iniquo stigma di una malattia contratta in gioventù, come ha sottolineato, con l’acutezza che da sempre lo contraddistingue, Giovanni Vacca, direttore della Fondazione Opera Santi Medici che gestisce il centro unico nella provincia – raccontavano con partecipazione la loro vita, ricordavano la loro passione per il calcio e chiedevano di portare la squadra barese in serie A, i calciatori Francesco Vicari, Dimitri Nikolaou, Gaston Pereiro e, appunto, Partipilo, quasi più emozionati dei loro interlocutori, rispondevano che è il sogno di tutti raggiungere la massima serie.

Certo, tra una battuta e l’altra, c’è stato anche spazio per parlare di quanto sia importante la prevenzione per contrastare la diffusione dell’Aids e della carica virale ormai neutralizzata per chi vive in quella comunità “bellissima“, come molti di loro l’hanno gioiosamente definita.
Tuttavia, il momento della consegna dei regali dei galletti – gadget, maglie e pantaloncini – e il buffet di dolci hanno conquistato tutti i presenti all’unanimità.
Il calcio, se vissuto con etica altezza e nobiltà d’animo, sa andare anche oltre gli stadio e donare una carezza di balsamo al cuore di chi soffre…















