Quando Federico Garcia Lorca, con la consueta, sublime delicatezza, cantò il “maleficio de la mariposa“, ovvero il breve destino della farfalla, non poteva immaginare che pure quella vita lieve potesse essere ferita dal dolore.
Così, un bimbo di oggi ha disegnato quella creaturina aligera posata sopra il filo spinato che recintava il campo di concentramento di Auschwitz, come se stesse contemplando l’infernale tragedia, sentendola sua. Come un invisibile schianto dentro un’anima fragile.
Ecco, l’arte sa raccontare l’assordante silenzio della morte che il mostro nazista inflisse ad ebrei, disabili, omosessuali, rom, sinti e dissidenti politici, dimenticando e oltraggiando la loro natura umana.
Un esempio di questa profonda, multiforme interpretazione della Shoah è possibile ammirarlo nella Galleria d’Arte Permanente “Liliana Segre”, giunta alla terza edizione, che dal 27 gennaio impreziosisce i corridoi del I Circolo Didattico “Nicola Fornelli” di Bitonto, guidato con mano sapiente dalla dirigente prof.ssa Marianna Storelli, musicista poliedrica e sensibile anzichenò, da sempre attenta al nesso robusto e fragile al contempo che unisce la magia delle note ai fatti della storia, persino quelli più abominevoli.
La stessa eroica senatrice ha inviato un messaggio di vivo compiacimento per l’iniziativa ed ha rimarcato il valore della scuola come “luogo in cui lo Stato si presenta per la prima volta al cittadino, si prende cura della sua formazione e del suo futuro“.
Detto che il sindaco Francesco Paolo Ricci ha sottolineato il valore della memoria come collante indispensabile delle comunità, il senatore Giovanni Procacci ha invitato i ragazzi “testimoni contemporanei” a narrare pure i drammi del presente, e l’assessore alla Pubblica istruzione Christian Farella ha elogiato tutti gli istituti che hanno partecipato proficuamente alla iniziativa – i nomi: Liceo Galileo Galilei, Istituto Comprensivo Modugno- Rutigliano -Rogadeo, Istituto di Alta Formazione Benjamin Franklin, Istituto Comprensivo Cassano- De Renzio, Istituto Comprensivo Sylos, Istituto Comprensivo “Caiati – Don Tonino Bello”, Liceo Carmine Sylos, IISS Volta – De Gemmis), i visitatori sono rimasti incantati dalla tanto palpitante quanto fervida fantasia degli studenti che fra cori, piccoli concerti, installazioni artistiche e opere varie, hanno dato voce alla libertà uccisa e rinata, ai ricordi mai sopiti, alla schiavitù tatuata su corpi scheletrici, alle irripetibili- e pur mille volte ripetute – ingiustizie, alla resilienza che non si piega mai, alle lacrime che rimembrano, alle anime bruciate che sembravano ombre, alla speranza da abbracciare per fare la rivoluzione, a tracce scomparse di una identità violata, al futuro migliore che stenta a sbocciare.
Un pensoso struggimento resta nel cuore di chi resta vinto dalla bellezza catartica di quelle creazioni nate dalla purezza di chi sogna un domani migliore.

















