Sabato scorso, nell’Aula Bunker del Tribunale di Bari – ex Sezione Distaccata di Bitonto – si sono svolti tre processi molto particolari. Tre processi in cui, accusa, difesa e giudizio non sono stati affidati a magistrati e avvocati, ma a ventidue studenti del liceo classico ‘Carmine Sylos’.
È andata in scena, la simulazione processuale “Giustizia in Aula”, organizzata dall’istituto scolastico, in collaborazione con la Camera Penale di Bari. L’iniziativa ha visto protagonisti 22 studenti delle classi 2A, 2B, 2C, 2AL, 2CL e 2ALES, che per un pomeriggio hanno indossato i panni di giudici, pubblici ministeri, avvocati e imputati, dando vita a tre processi penali ispirati a casi giudiziari reali.
Ad aprire i lavori, i saluti della dirigente scolastica Francesca Rosaria Vitelli; dell’avvocato Filippo Castellaneta, vicepresidente della Camera Penale di Bari; dell’avvocato Domenico Di Ciaula, responsabile regionale Progetto Scuola e dell’avvocato Maria Agneta, referente del Progetto Scuola per la Camera Penale di Bari.
«L’obiettivo della simulazione – ha sottolineato lo studente narratore nell’introduzione – non è solo mostrare la dinamica di un’aula di tribunale, ma esplorare il delicato equilibrio tra accertamento della verità e tutela dei diritti fondamentali».
L’iniziativa, infatti, è stata un vero e proprio laboratorio di educazione alla legalità, con l’intento di avvicinare i giovani al funzionamento della giustizia, favorire una maggiore consapevolezza dei propri diritti e promuovere i valori della cittadinanza attiva. Particolare attenzione è stata dedicata all’acquisizione di un linguaggio giuridico appropriato, elemento essenziale per comprendere la complessità del sistema penale.
«In questo scenario – ha concluso il narratore – gli studenti hanno dimostrato che il processo non è una fredda applicazione di codici, ma un esercizio vivo di democrazia e civiltà. Ogni verdetto ascoltato è il risultato di un confronto dialettico volto a garantire che la giustizia non sia solo proclamata, ma concretamente attuata».
I tre processi simulati hanno affrontato altrettante fattispecie di reato. Oggetto del primo processo un caso riguardante truffa aggravata, rapina e possesso di oggetti atti ad offendere (artt. 640 c.2, 628 c.p. e art. 4 L. 110/75). Il secondo era su maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.). Il terzo su atti persecutori e stalking (art. 612 bis c.p.).
«Ogni caso è stato estrapolato da vicende giudiziarie realmente accadute, mentre le parti recitate sono state interamente scritte dagli studenti, al termine di un percorso formativo che li ha visti partecipare a diversi incontri preparatori» sottolineano i docenti.
Durante il percorso, gli studenti sono stati affiancati da un gruppo di avvocati tutor della Camera Penale di Bari: Antonella Pappalettera, Gabriella Eletti, Gennaro Giorgio, Gianstefano Romanelli, Luigi Vessio, Michele Doronzo, Patrizia Ciorciari e Teresa Angelastri.
Da questi ultimi, grande soddisfazione per l’impegno e la preparazione dimostrati dai ragazzi e per la loro capacità di interpretare i ruoli con serietà e consapevolezza.
L’iniziativa, realizzata con il supporto della Camera Penale di Bari, conferma l’impegno del Liceo Sylos nel promuovere percorsi di formazione integrata tra scuola e istituzioni, offrendo agli studenti strumenti preziosi per diventare cittadini consapevoli e protagonisti della vita civile.
















