DI VINCENZO ABBATANTUONO
Sabato 27 Giugno, in piazza Ferrarese c’è la solita movida barese, centinaia di persone che sciamano, mangiano, bevono, chiacchierano, il mare vicino lancia rari e intermittenti momenti di sollievo nel caldo soffocante.
Intorno alle 21.30, un gruppo di cinque amici, tutti minorenni bitontini, è stato avvicinato e poi aggredito in piazza del Ferrarese da una baby gang composta da circa 25/30 ragazzi, anch’essi minorenni, con un’età stimata tra gli 11 e i 15 anni.
Questa gigantesca baby-gang pare non sia nuova a questo di tipo di aggressioni, qualcuno dice che si tratti di 13/14enni baresi che operano nei week-end in quella zona.
Secondo quanto ricostruito, gli aggressori hanno prima minacciato uno dei giovani, S.B., e poi sono passati alle vie di fatto, colpendolo con pugni concentrati al volto.
Se non è accaduto di peggio è solo grazie alla prontezza di S. B. che si è messo in posizione fetale per parare i colpi.
Anche gli altri quattro amici presenti sono stati coinvolti nella violenza.
S.B., 15 anni, è stato portato al pronto soccorso dove i medici gli hanno riscontrato una tumefazione allo zigomo destro e alla palpebra, conseguenza dei colpi ricevuti al volto.
Il ragazzo, definito vigile e reattivo al momento dell’accettazione, non ha riportato un trauma cranico né perdita di coscienza. È stato dimesso con un codice di urgenza differibile.
Nelle prossime ore dovrà sottoporsi ad ulteriori controlli ma il trauma principale rimarrà quello legato all’efferata violenza di gruppo.
L’aggressione, avvenuta in un orario e in un luogo solitamente frequentati, riporta l’attenzione sul fenomeno delle baby gang che da tempo interessa diverse zone della città vecchia di Bari, con episodi di violenza tra minorenni che si ripetono con una certa frequenza.
Restano da accertare le identità degli aggressori, al momento non identificati.
Questa la nuda cronaca.
S.B. però è mio nipote, un ragazzino che frequenta il Liceo, di una intelligenza fuori dal comune, non certo uno street-fighter.
Il branco lo ha individuato proprio in quanto “bravo ragazzo” che aveva persino chiesto scusa ad uno degli aggressori credendo, a torto, di averlo spinto.
Da anni mi occupo di violenza giovanile, insieme ad Angelo Palmieri ho scritto persino un libro, fino a poche ore fa mi reputavo, non senza auto-compiacimento, un esperto di baby-gang.
Ora questa violenza cieca, oserei dire barbara, mi è praticamente entrata in casa inattesa e indesiderata ospite. S. mi ha raccontato che la gente intorno è subito intervenuta vedendolo a terra crivellato di calci e pugni e che la volante della Polizia è arrivata dopo appena venti minuti, note positive in una serata che poteva diventare tragica.
Torno a dire quello che ripeto in ogni presentazione e che mi scatena contro un coro di indignazione “progressista”: questi baby-gangsters sono perfettamente consapevoli della propria immunità in quanto minorenni, lo sanno e agiscono di conseguenza ma di loro ci accorgiamo solo quando la situazione sfugge di mano. Il mio Google-alert quotidiano registra decine di episodi simili che passano in cavalleria solo perché non ci scappa il morto.
Servono leggi più severe per loro e soprattutto per le loro famiglie, chi ne ha la patria potestà deve pagare un prezzo alto, in questi casi anche con la detenzione al posto dei figli e con pene pecuniarie salatissime.
Poi parliamo di come sono ridotti i servizi per i minori, delle forze dell’ordine impreparate e insufficienti, della scuola che ansima rincorrendo alunni e famiglie, poi parliamo di tutto ma prima restituiamo un minimo di sicurezza alle nostre città e pene certe per chi la minaccia.
















