«Ci metto testa e cuore. Su quel sangue avevo giurato impegno e determinazione».
Il nuovo questore di Bari, Annino Gargano, riparte da Bitonto nel giorno del suo insediamento. E lo fa richiamando uno dei fatti più dolorosi della storia recente della città: l’omicidio di Anna Rosa Tarantino, uccisa innocente il 30 dicembre 2017 durante un conflitto a fuoco tra clan contrapposti.
Parole che pesano, perché Gargano quell’indagine la conosce da vicino. All’epoca era capo della Squadra Mobile di Bari e proprio su quel delitto – avvenuto nel giorno del suo compleanno – aveva giurato «impegno e determinazione», affinché «Bitonto, con le dovute proporzioni, non diventasse una seconda Scampia».
Da oggi, da questore di Bari, quel giuramento torna ad avere un valore operativo.
«Un ritorno a casa»
«Sento questo incarico come un ritorno a casa», ha spiegato Gargano a margine della cerimonia di insediamento, ringraziando il capo della Polizia e direttore generale della Pubblica sicurezza, prefetto Vittorio Pisani, per un incarico che definisce «prestigioso quanto impegnativo».
Bari non è una sede nuova: Gargano ha guidato la Squadra Mobile del capoluogo e, più in generale, conosce a fondo la provincia. «Proseguirò quel cammino intrapreso anni fa, lavorando al fianco di tutte le specialità della Polizia di Stato per essere vicino ai bisogni dei cittadini», ha sottolineato.
Microcriminalità, movida, prevenzione
Tra le priorità indicate dal nuovo questore ci sono microcriminalità e movida, definite «stella polare» dell’azione di governo del territorio. Un’attenzione particolare sarà rivolta agli strumenti di prevenzione, oltre che alla repressione.
«Il compito del questore – ha spiegato – è applicare con equilibrio, attenzione e tempestività tutti gli strumenti che la legge consente». Tra questi, l’adozione dei Daspo “Willy” per arginare episodi di violenza nei luoghi della movida e di aggregazione giovanile.
Un fronte che si intreccia con quello del disagio giovanile, dell’abuso di alcol e dell’uso di sostanze stupefacenti. Gargano ha lanciato l’allarme sulla crescente diffusione del crack, sostanza che «provoca dipendenze importanti e danni ancora più gravi alla salute».
Giovani, violenza di genere, anziani
Altro pilastro dell’azione sarà l’applicazione degli strumenti previsti dal decreto Caivano, in particolare gli avvisi orali nei confronti di giovani e giovanissimi: «Campanelli d’allarme – li ha definiti – per riportarli sulla strada della legalità, del rispetto delle regole e della loro stessa vita».
Forte anche l’attenzione annunciata sul fronte della violenza di genere e delle violenze intrafamiliari, così come sulla tutela dei soggetti fragili. «Ho a cuore i nostri anziani – ha detto – quanto di più caro abbiamo, insieme ai nostri figli. Sempre più vittime di truffe ignobili che colpiscono sulle leve emotive più profonde».
Un profilo investigativo
Originario di Amalfi, classe dirigenziale della Polizia di Stato dal 1990, Gargano porta a Bari un profilo marcatamente investigativo. Ha diretto Squadre Mobili in diverse città italiane, da Lucca a Genova, da Lecce a Bari, ed è stato questore a Vibo Valentia, Chieti, Brindisi e Messina. Nell’agosto 2024 è stato nominato Dirigente generale di Pubblica sicurezza.
Ma è il legame con questo territorio a emergere con più forza nelle sue parole. «Essere a Bari mi inorgoglisce. Continuerò questo lavoro con amore e con una responsabilità che sento forte per questa terra bellissima».

















