A proposito del progetto “FV103MA”, nuovo ulteriore stupro al nostro territorio e alla nostra identità, scende in campo l’assessore all’ambiente Giuseppe Santoruvo, con un post dettagliato sulla sua pagina Facebook.
Leggiamo.
“Fino ad oggi, nel rispetto dei ruoli istituzionali e della complessità del procedimento, non ho rilasciato dichiarazioni pubbliche nè sul progetto dell’impianto agrivoltaico “FV103MA”, previsto in località San Gaetano tra le frazioni di Mariotto e Palombaio, nè su altro su cui abbiamo ampiamente discusso nelle scorse settimane. Ho scelto la via della prudenza e dell’analisi tecnica, ma è arrivato il momento di prendere una posizione chiara e netta.
La transizione ecologica è una sfida irrinunciabile, ma non può diventare il pretesto per interventi energivori e devastanti che ignorano il contesto agricolo, paesaggistico e ambientale in cui si inseriscono. Dire sì alle rinnovabili non significa dire sì a tutto.
Il progetto FV103MA, così com’è concepito, solleva gravi criticità che non possono essere ignorate.
oltre 30 ettari di terreno agricolo coltivato a ulivi storici della varietà “Coratina” sarebbero trasformati radicalmente;
nessuna Valutazione di Impatto Ambientale completa è stata attivata dalla Città Metropolitana, che ha scelto una procedura semplificata e accelerata, inadeguata rispetto alla portata dell’intervento;
non sono stati coinvolti gli uffici comunali dell’Ambiente e dell’Agricoltura, che rappresentano gli unici presìdi di tutela del territorio sotto il profilo ambientale e agroforestale.
Sostituire 7.000 ulivi con impianti intensivi “resistenti alla Xylella” è una ferita all’identità agricola del territorio, una scelta che rischia di compromettere irrimediabilmente la biodiversità, la qualità produttiva e il valore paesaggistico dell’area. La “Coratina” è più di una cultivar: è storia, cultura e reddito per intere famiglie.
Palombaio e Mariotto stanno già sopportando il peso di una pressione energetica abnorme, con progetti eolici e sistemi di accumulo (BESS) già in fase avanzata. Serve una visione d’insieme, non un’aggressione continua al territorio.
Per questo, da oggi come Assessore all’Ambiente del Comune di Bitonto, prendo una posizione ferma; insieme al Sindaco ed all’ amministrazione comunale:
1. Bisogna chiedere formalmente alla Città Metropolitana di Bari l’avvio immediato di una procedura di VIA completa, ai sensi del D.Lgs. 152/2006, ritenendola l’unica strada percorribile in un’ottica di reale tutela ambientale;
2. Bisogna avviare ogni verifica utile con gli uffici comunali e gli organi competenti regionali per accertare la correttezza formale e sostanziale del procedimento in corso;
3. Mi opporrò politicamente e istituzionalmente alla realizzazione dell’impianto in queste condizioni, sostenendo ogni azione utile alla difesa del nostro patrimonio agricolo e ambientale, anche nelle sedi giudiziarie se necessario;
4. Bisogna attivare un tavolo tecnico aperto e partecipato con i cittadini, le associazioni di categoria e gli organi tecnici, per assicurare trasparenza e piena partecipazione pubblica.
Il tempo del silenzio e dell’attesa è finito. Ora si apre una nuova fase: quella della battaglia istituzionale e civile per difendere il nostro territorio.
Non ci piegheremo. Non faremo sconti. Non faremo passi indietro”.

















