Le società sportive bitontino brancolano nel buio. Senza che nessuno si adonti, è un dato di fatto incontrovertibile.
Le immagini delle giornate natalizie appena trascorse, che mostravano bimbi in pieno allenamento con istruttori al seguito, pur sintomatiche di lodevole “ars arrangiandi” e giovanile entusiasmo, immalinconivano alquanto specie per le location. Vie di campagna, parcheggi desolanti, slarghi improvvisati.
Tutto questo perché gli impianti più idonei all’uopo sono attualmente cantieri aperti. E se quello dello stadio “Città degli Ulivi” pare essere giunto finalmente al capolinea, il polisportivo “Nicola Rossiello”, la tensostruttura e il Palazzetto sono ancora lontani dalla parola “fine”.
E, dunque, ci ritroviamo non solo con la massima espressione calcistica cittadina nomade fra Modugno, Molfetta e il quartiere San Paolo, e la squadra di futsal femminile fra le più forti d’Italia e d’Europa ormai di casa a Giovinazzo, e tanti, tantissimi ragazzi che praticano altre discipline accontentarsi di spazi adattati alla bisogna.
Con conseguenze ben più catastrofiche di quel che si possa immaginare: sacrifici, rinunce, spese a catena, rischio di abbandono da parte di giovani iscritti i cui genitori non trovano le risposte che si aspettavano dagli incolpevoli sodalizi.
“Una situazione diventata insostenibile. Nonostante le rassicurazioni ricevute, a oggi non esiste una data certa di conclusione dei lavori in nessuno di questi impianti, lasciando società, tecnici e famiglie in un limbo organizzativo inaccettabile“, hanno giustamente sottolineato all’unisono i responsabili di queste associazioni, eroiche già per il sol fatto che provano a fare sport qui.
Consci delle difficoltà legate all’iter consueto della tempistica legata alle opere pubbliche, fa male soprattutto il valzer delle date di consegna degli impianti, quasi mai ossequiate.
Conforta un poco la promessa di impegno da parte dell‘ingegner Nicola Acquafredda, consigliere comunale e sportivo di gran vaglia, che nei giorni scorsi si è recato al “Cinquecento” per un sopralluogo, accompagnato dall’assessore Giuseppe Santoruvo e dal collega Michelangelo Bratta: “Messo da parte il senso di sconforto e i tanti ricordi, non posso che promettere un impegno immediato per comprendere come si intende risolvere questa problematica“, ovvero lo stato disastroso degli spogliatoi.
Ecco, rebus sic stantibus, crediamo che le realtà bitontine che fanno sport con impegno e passione, dando lustro alla nostra Bitonto e svolgendo un’azione socio-culturale da non sottovalutare affatto, meritino risposte chiare e precise, altrimenti tutto potrebbe crollare da un momento all’altro…

















