Un presunto sistema di false pratiche auto, polizze assicurative agevolate e noleggio non autorizzato di veicoli: è questo il quadro che emerge dall’ordinanza firmata dalla sostituta procuratrice della Repubblica di Bari Silvia Curione, che ha disposto un articolato decreto di perquisizione a carico di dieci persone, molte delle quali legate a Bitonto e al territorio del Nord Barese. Ai dieci indagati, a vario titolo, vengono contestati i reati di falso ideologico e materiale in atto pubblico, truffa aggravata, ricettazione, uso di atto falso, con l’aggravante della pluralità di azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso e, per alcuni, dell’aver agito nell’esercizio di un servizio di pubblica necessità o approfittando di funzioni o prestazioni d’opera. Secondo l’ipotesi accusatoria – siamo ancora nella fase delle indagini preliminari e vale per tutti la presunzione di innocenza – gli indagati avrebbero, a vario titolo, utilizzato false dichiarazioni e documenti ideologicamente falsi per ottenere: esenzione o riduzione dell’Imposta provinciale di trascrizione (IPT); tariffe assicurative agevolate, simulando l’uso professionale dei veicoli; la possibilità di mettere su strada flotte di auto destinate al noleggio non autorizzato, grazie a polizze regolarmente stipulate ma basate su documenti non genuini. Al centro dell’inchiesta, l’agenzia di pratiche automobilistiche “La Velocissima” di Fabio Franco Colonna, con sede a Bitonto, accreditata allo Sportello Telematico dell’Automobilista: per la Procura, proprio da qui sarebbero usciti numerosi atti di “minivoltura” e attestazioni di proprietà ritenuti falsi.
Chi sono gli indagati
Nel provvedimento risultano indagati i bitontini: Nicola Modugno, 47 anni, amministratore unico della Global Service 2021; Giacomo Flora, 53 anni, amministratore unico della MEG srls; Giuseppe De Palma, 25 anni, amministratore unico della N&G srls; Nicola Minenna, 40 anni, indicato come intestatario di numerose polizze. E poi: Vincenzo Vito De Santis, 61 anni, amministratore della ditta individuale “Autoazzurra”; Giancarlo Cataldo, 48 anni, indicato come intermediario/broker; Francesco Minerva, 50 anni, collaboratore della subagenzia assicurativa M&M Group; Isabella Magrì, 47 anni, titolare dell’impresa individuale “M&M Group di Magrì Isabella”, subagenzia UnipolSai; Crissa Campagna, 50 anni, intermediaria della subagenzia MIDCO sas di Luigia Fusaro & C., sempre nell’alveo UnipolSai; Fabio Franco Colonna, 55 anni, titolare dell’agenzia “La Velocissima”, pubblico ufficiale per la legge.
L’ipotesi della Procura: minivolture fittizie e flotte “ombra”
Il cuore dell’impianto accusatorio riguarda due livelli di condotte:
I falsi d’ufficio e l’uso dei documenti
A Colonna, in qualità di titolare de “La Velocissima”, è contestato – tra gli altri – il reato di falso ideologico in atto pubblico, per aver redatto decine di attestazioni e atti di vendita unilaterale che, secondo la Procura, avrebbero attribuito fittiziamente la proprietà di numerosi veicoli a Modugno o Minenna, pur essendo di fatto intestati a società terze (MEG srls, N&G srls, Autoazzurra e altri soggetti privati). Tali attestazioni avrebbero consentito la stipula di polizze assicurative e la circolazione dei veicoli come se fossero regolarmente trasferiti.
Polizze agevolate e noleggio non autorizzato
Secondo gli inquirenti, Modugno sarebbe stato uno dei principali beneficiari del sistema: a suo nome risultano numerosi contratti UnipolSai e Allianz per auto – anche di alta gamma – assicurate sulla base di false intestazioni, poi utilizzate per un presunto noleggio non autorizzato. Flora, De Palma e De Santis, quali amministratori di società formalmente proprietarie delle vetture, avrebbero simulato vendite e “prese in carico” per permettere lo storno delle polizze e il successivo reimpiego dei veicoli con altri intestatari. Sul fronte assicurativo, alla titolare Isabella Magrì e al collaboratore Francesco Minerva (M&M Group, subagenzia UnipolSai) e a Crissa Campagna (subagenzia MIDCO) si contesta di aver accettato documentazione ritenuta “chiaramente non genuina”, senza eseguire le verifiche dovute sulla reale proprietà dei mezzi, favorendo la stipula e lo storno di polizze per le flotte di Modugno e Minenna. Il bitontino Nicola Minenna è indicato come intestatario di comodo di numerosi veicoli assicurati, mentre Giancarlo Cataldo viene descritto come broker che avrebbe curato i pagamenti e l’intermediazione tra proprietari, agenzie e subagenzie, occupandosi anche della consegna delle false “prese in carico”.
Le perquisizioni tra Bitonto, la 231 e le agenzie assicurative
La Procura ha disposto perquisizioni capillari. Gli inquirenti cercano in particolare atti pubblici ritenuti falsi, appunti, agende, documenti preparatori delle pratiche contestate, ritenuti “cose pertinenti al reato” e utili a ricostruire la presunta rete di rapporti tra agenzie auto, società di noleggio e canali assicurativi. L’inchiesta è in pieno corso. Saranno ora le ulteriori acquisizioni documentali e gli eventuali interrogatori a chiarire se il quadro ipotizzato dalla Procura troverà conferma in giudizio o verrà ridimensionato. Fino ad allora, per tutti gli indagati vale il principio costituzionale di non colpevolezza.
















