Il valore della memoria come strumento vivo, capace di interrogare il presente e parlare soprattutto alle nuove generazioni. È questo il filo conduttore dell’intervento di Enzo Robles, professore emerito dell’Università di Foggia, a margine dell’evento “Un sodalizio di memoria lungo 100 anni”, all’auditorium della caserma “Stella” di Barletta, promosso dall’Archivio della Resistenza e della Memoria in collaborazione con l’82° Reggimento Fanteria Torino.
L’iniziativa, aperta alle delegazioni studentesche degli istituti superiori, è arricchita dalla proiezione del film “Il miracolo di Trani” del regista Christian Gropper, che racconta l’occupazione nazista delle città di Barletta e Trani. Nel suo intervento, Robles ha sottolineato come la distanza temporale dalla seconda guerra mondiale rischi di rendere la memoria un fatto astratto, soprattutto per i giovani.
«La Giornata della Memoria – ha spiegato – conserva un valore profondo solo se non si limita a ricordare il passato o a riproporre le esperienze dei nostri avi, ma se viene inserita nel presente che stiamo vivendo». Secondo lo storico, la memoria deve aiutare a leggere l’attualità: «Viviamo una fase storica difficile, segnata da conflitti e da un’umanità spesso maltrattata. Pensiamo alle guerre in corso, dalla Palestina ad altre aree del mondo. Le sofferenze che quei popoli stanno vivendo devono suscitare in noi una maggiore attenzione e una più profonda consapevolezza anche di ciò che è stato il nostro passato».
Sulla stessa linea il messaggio del sindaco Cosimo Cannito, che in occasione del Giorno della Memoria ha richiamato il ruolo delle istituzioni e della coscienza collettiva.
«Il 27 gennaio non può ridursi a un mero cerimoniale – ha evidenziato – ma deve essere un appello sempre più energico affinché non si disperdano le testimonianze della Shoah, una delle tragedie più immani della storia mondiale».
Cannito ha ribadito la necessità di vigilare sulle libertà e rafforzare il senso europeo, soprattutto tra i giovani, ricordando come l’Europa sia nata dalle macerie del secondo dopoguerra «su valori di amicizia, tolleranza e rispetto delle diversità». Un monito, ha concluso, affinché «il ricordo delle leggi razziali, del nazifascismo e delle persecuzioni antiebraiche diventi la lezione più dura da cui ripartire per costruire un futuro meno cupo e realmente orientato alla pace».

















