È un grido d’allarme disperato ma fermo quello che si leva dalle campagne di Mariotto e Palombaio, frazioni di Bitonto. Con l’arrivo del caldo e la necessità cruciale di irrigare i campi, i produttori agricoli della zona si trovano a fare i conti con un blocco totale: i pozzi irrigui gestiti dall’Arif (Agenzia Regionale per le Attività Irrigue e Forestali) sono fuori uso.
A farsi portavoce del profondo malcontento e della preoccupazione della categoria è Alessio Sblano, presidente provinciale e vicepresidente regionale di Cia-Agia Giovani (Associazione Giovani Imprenditori Agricoli).
”Mancano i fondi per i lavori elettrici”: la denuncia di Sblano
Il blocco dei pozzi non sarebbe dovuto a problemi strutturali insormontabili, bensì a una clamorosa impasse burocratico-finanziaria.
”Siamo davanti a una palese dimostrazione di mancata professionalità nella gestione della manutenzione — dichiara duramente Alessio Sblano — I lavori elettrici necessari a rimettere in funzione gli impianti non vengono eseguiti. E la risposta che abbiamo ricevuto dai dirigenti Arif è disarmante: mancano le somme necessarie per affrontare le spese di riparazione.”
Una giustificazione che i giovani agricoltori non possono e non vogliono accettare, soprattutto in un momento storico in cui i cambiamenti climatici rendono l’acqua un bene primario e non negoziabile per la sopravvivenza delle aziende.
Un intero comparto economico a rischio
Le conseguenze di questo stop forzato rischiano di essere catastrofiche per l’economia agricola del territorio. Non si tratta, infatti, di una problematica isolata. A essere minacciata è la produzione di diverse colture d’eccellenza della zona:
Settore Olivicolo: Già provato dalle sfide delle scorse stagioni, necessita di acqua per garantire l’allegagione e lo sviluppo delle olive.
Uva da Tavola e Alberi da Frutto: Colture ad altissimo investimento economico che senza irrigazione rischiano il collasso termico e la perdita totale della produzione.
Ortaggi: Le colture orticole, avendo cicli brevi e apparati radicali superficiali, sono le prime a subire i danni irreversibili della siccità causata dal guasto dei pozzi.
L’appello alla Regione: “Assessore Paolicelli, intervenga subito”
Di fronte al muro di gomma dell’Arif, la Cia-Agia sposta l’interlocuzione ai massimi livelli politici regionali, chiedendo un intervento immediato e straordinario.
”Chiediamo ufficialmente all’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Francesco Paolicelli, di prendere urgentemente atto di questa emergenza”, conclude il presidente dei giovani agricoltori Cia.
”Non c’è tempo da perdere. È necessario che l’assessorato trovi immediatamente i fondi straordinari per sbloccare i lavori di aggiustamento dei pozzi. Ne va di mezzo il futuro economico di centinaia di famiglie e la sopravvivenza dei nostri raccolti. Non possiamo permettere che la burocrazia e la mancanza di liquidità distruggano il lavoro di un anno intero.”
La palla passa ora alla Regione Puglia. Gli agricoltori di Mariotto e Palombaio attendono risposte concrete, ma soprattutto l’erogazione dell’acqua, prima che sia troppo tardi.
















