Se li avesse visti lo scrittore uruguagio Eduardo Galeano, che indagò la fascinosa anima latinoamericana con occhi di poeta, avrebbe vergato un racconto bellissimo dal titolo “Unianima“.

Sì, perché Serena Ciccarone e Edoardo Silvestri detto Eddy, artisti giramondo poco più che ventenni, credo siano stati sempre Redesya, il nome del duo musicale da loro stessi composto, ovverosia i loro nomi mescolati in un abbraccio innamorato.
Pur giovanissimi, hanno macinato già tanta strada insieme. Esplorano i generi Dark Ambient, Electronic, Indie Rock e Pop, con passione e leggerezza, sempre cercando di raccontare storie.
“Ci siamo conosciuti al liceo musicale “Don Milani” di Acquaviva delle Fonti, io, in verità, frequentavo l’indirizzo linguistico, otto anni fa. Durante un’assemblea, Edoardo stava suonando, io esortata dalle mie amiche, mi son fatta coraggio e mi sono presentata a lui. Abbiamo parlato pochissimo e ci siamo fidanzati subito. Passavamo ore e ore a parlarci su WhatsApp, io scrivevo pensieri sui miei quaderni, che poi sono stati trasformati in testi per canzoni. Io, però, non volevo cantare, mi sentivo una scrittrice, tant’è che ne sono passate di voci che hanno cantato i miei testi, ma si sentiva che qualcosa mancava, perché mi ripeteva lui che solo chi scrive un testo in base ad una esperienza di vita vissuta ne conosce l’anima, che magari agli altri sfugge. Sembravano cover“, racconta Serena, che è un vulcano di parole e sogni.
“Abbiamo deciso di partire per Berlino – si inserisce Eddy, con gli occhi ridenti e pensosi come di chi sa già tutto – e, mentre eravamo al Mac, le espressi le mie perplessità su come altri interpretassero le sue parole, le chiesi di provare a cantare, un po’ la ingannai e molto la convinsi in modo diretto. Abbiamo otto anni di arretrati di scrittura. Abbiamo iniziato a registrare i pezzi. A gennaio le ho proposto di andare a Londra, io li avrei seguiti anche solo come paroliera. È un altro mondo, lì. Non hai bisogno di manager, vai nei locali, ti proponi e loro ti scritturano, e non accettano cover o tribute band, per questo avevamo un calendario fitto di eventi, e per una settimana abbiamo girato per locali, che sono tutti dotati di palchetto e strumentazione necessaria, persino gli artisti di strada devono pagare una concessione ed hanno addirittura un pos, questo per far capire che dignità viene loro riconosciuta“.
“Siamo tornati per laurearci alla magistrale – riprende lei -, Eddy per chitarra pop rock e io in Comunicazione, dopo la triennale in lingue. In terra inglese, avevamo il nostro pubblico, che ci seguiva, ci apprezzava e ci sceglieva. Adesso, abbiamo il sogno di volare in Australia o a Dublino, dove il governo ha istituito il sussidio per gli artisti“.
“Lavoriamo in perfetta sintonia, raccontiamo storie. È come se fossimo una sola persona. “Liv” è l’ultimo singolo che parla dell’ansia, giocando con l’inglese può significare insieme “vivere” e “andare via”“, spiegano all’unisono.
https://youtu.be/d6PcJdBSD10?si=4-tlGiNfuYHrkXHM
E guardate il video e ascoltate la traccia, che sta letteralmente “spaccando” un po’ su tutte le piattaforme tematiche: sorriderete e mediterete, non vi deluderà.
Insomma, Redesya abbina con naturale, fresca sapienza cantautorato purissimo e musica di altissima qualità, non è un caso che abbiano sfiorato la finale al Concorso di San Marino.
“La magia che si crea quando siamo noi due sul palco è davvero particolare“, si illumina Serena e Eddy la guarda felice. Lo aveva compreso molto bene uno che di musica se ne intende davvero e che ne ha lanciati di giovani: Claudio Cecchetto, che a Casamassima li preferì alla pur servile (nei suoi confronti) concorrenza in un concorso canoro.
E allora, che note sublimi e versi alati colmino sempre il cuore di questi ragazzi che devono spiccare il volo verso un roseo domani, senza paura…
















