La memoria è l’unico, vero, inscalfibile collante di una comunità che voglia dirsi tale. Ed è fondamentale che non si perda traccia di quegli esempi, che hanno impreziosito la vita della nostra Bitonto.
Dunque. Nelle scorse ore, è tornata fra le braccia del Padre la dottoressa Maria Longo Donadio, una creatura splendida dal cuore grande, che ha irradiato bontà su tutti coloro che hanno incrociato il suo cammino esistenziale.
Il dottor Michele Muschitiello, autentico speleologo dell’essenza butuntina, ammirato e commosso, ne delinea il fedele ritratto: “Maria Longo Donadio è stata una donna d’altri tempi, misurata e riservata, uno spirito superiore. Molto attiva nel Gruppo Volontariato Vincenziano, ha svolto un ruolo cruciale nell’opera di beneficenza fra le nostre strade, è stata una figura integerrima di madre e sposa. Infinita umiltà e tenace generosità ne illustravano la grandezza etica e la nobiltà d’animo“.
“Partecipava con entusiasmo a tutte le iniziative poste in essere dal sodalizio – prosegue il saggista -, e mi ha sempre onorato della sua presenza in prima fila quando mettevo in scena le mie commedie, senza mai fare sfoggio della sua condizione“.
“I figli Vincenzo e Albino hanno avuto l’onore di avere una grande madre e tocca a loro serbare memoria del suo esempio, cercando di preservare questa eredità di affetti. Suo marito, il dottor Pasquale, è stato cavaliere di Malta e componente insigne del Lions Club. Entrambi hanno segnato in positivo la storia di questa città ed è giusto essere loro grati“, conclude speranzoso Muschitiello.
















