Nel profondo Nord c’è chi la Puglia la racconta con le parole e chi, più semplicemente, la cucina. La frigge, la salta in padella, la serve dentro una casa milanese e la trasforma, per una sera, in una tavolata che sa di Sud, di famiglia, di cortile e di festa. È quello che fanno Ivan Demichele, bitontino, e Luca De Lucreziis, tarantino, con “Due pugliesi a domicilio”, progetto nato quasi per gioco e diventato una piccola dichiarazione d’amore alla loro terra.
La storia comincia lontano dai fornelli professionali. Ivan e Luca si conoscono in Puglia, durante viaggi e occasioni condivise con altri viaggiatori. Poi, nel 2022, entrambi si trasferiscono a Milano nel giro di pochi mesi. «Continuando a vederci, cucinavamo. Quando ti incontri in casa, cosa fai? Prepari una cena», racconta Ivan. Da lì, una prova dopo l’altra, la cucina pugliese diventa il loro terreno comune. Non una bandiera da agitare, ma un modo naturale per riconoscersi.
A Milano, spiegano, le distanze interne alla Puglia si accorciano fino quasi a sparire. Bitonto, Taranto, il Salento, la Valle d’Itria, il Gargano diventano un’unica geografia emotiva. «Quando dici pugliese, per molti è semplicemente Puglia. Non c’è la distinzione tra il piatto tipico di un paese e quello del paese accanto», osserva Ivan. E così loro scelgono di non trasformare la cucina in una gara tra campanili, ma in un racconto più ampio: orecchiette, bombette, fritture, ciceri e tria, crudo di mare, parmigiana, sapori che arrivano da zone diverse e finiscono nello stesso abbraccio.
Il format è semplice, ma curato. Ivan e Luca vanno a domicilio, concordano tutto con chi organizza: numero degli invitati, spazi, menù, eventuale sopralluogo, tipo di serata. Può essere una cena impiattata per pochi ospiti o un compleanno da quaranta persone. «Condividiamo tutto: se si vuole pesce, carne, crudo, brace, frittura fatta al momento. Poi ci moduliamo sulla serata», spiega Ivan. Perché il cibo è solo una parte: l’altra è il clima. Scherzano, coinvolgono gli invitati, portano quella socialità pugliese fatta di “assaggia”, “mangia”, “vieni qua”, senza trasformarsi in macchietta.
Tra i piatti più richiesti ci sono le fritture preparate sul momento, le orecchiette al sugo con cacio ricotta, ribattezzate “Monte Bianco” per quella nevicata finale di formaggio, e le bombette alla griglia servite tra gli ospiti. Poi ci sono le rivisitazioni: lo spiedino di parmigiana con fonduta di parmigiano e salsa di pomodoro, oppure preparazioni che partono dalla tradizione e si concedono una deviazione più contemporanea, senza la presunzione di “migliorare” l’originale.
Le materie prime arrivano in parte dalla Puglia. Orecchiette e bombette vengono spedite da fornitori di fiducia; altre cose, come il peperone crusco, arrivano anche grazie al papà di Ivan, Cosimo. È un dettaglio piccolo, ma dice molto: dietro ogni piatto resta un filo con casa, con le radici, con quella rete familiare che spesso accompagna chi parte senza smettere davvero di appartenere al luogo da cui viene.
Ivan, nella vita, fa il commerciale; Luca è ingegnere. “Due pugliesi a domicilio” non nasce quindi come fuga professionale, ma come scelta di tempo, energia e passione. Nei fine settimana in cui potrebbero riposare, partire, camminare per Milano, spesso scelgono di cucinare per gli altri. «Speriamo di continuare a divertirci», dice Ivan. «Il giorno in cui questa cosa dovesse renderci schiavi, smetteremmo».
C’è però anche un altro punto, meno folkloristico e più serio. Portare la Puglia al Nord, per loro, non significa confermare lo stereotipo di un Sud approssimativo, incapace di organizzarsi o fermo a un’idea antica di accoglienza. Per questo chiedono intolleranze, preferenze alimentari, necessità specifiche. Fanno attenzione a chi non mangia glutine, lattosio, carne o determinati ingredienti. «Vogliamo che nessuno si senta tagliato fuori», sottolinea Ivan.
Ed è forse qui che il progetto trova il suo senso più vero: non portare a Milano una nostalgia confezionata, ma una Puglia concreta, viva, capace di stare nella tradizione senza restarne prigioniera. Una Puglia che cucina, accoglie, si organizza, ascolta le esigenze di tutti e non lascia nessuno fuori dalla tavola. Perché, come dice Ivan, «quando noi friggiamo in quel momento puoi essere dovunque, ma la tua mente ti dice che sei in Puglia». Anche in una casa milanese, molto più a nord del mare.
















