Istituire a Bitonto il primo Centro di Riuso, per implementare modelli di economia circolare che coniughino sostenibilità ambientale e inclusione sociale.
È la proposta lanciata mercoledì sera dall’associazione “Ambiente è Vita”, nell’ambito dell’evento conclusivo di un progetto patrocinato dal Comune e apprezzato dalla Società Anbientale del Nord Barese (Sanb).
La proposta del Centro di Riuso è ispirata al modello innovativo dei centri Kringwinkel delle Fiandre belghe e nasce dall’esperienza maturata nell’ambito del progetto Erasmus+ “Agent 00Was7e: Licence to Recycle“, di cui il comitato ambientalista bitontino è capofila. Un progetto che coinvolge giovani di diverse nazionalità (tre i paesi coinvolti, tra cui Italia, Germania e Bulgaria), con l’obiettivo di sensibilizzarli all’importanza del riciclo e della tutela dell’ambiente rendendoli “agenti del riciclo”. Un progetto prezioso per dar loro l’occasione per confrontarsi in maniera attiva e costruttiva sul tema rifiuti e riciclo, a livello locale ed europeo.
Alla base dell’iniziativa, la consapevolezza dell’importanza del riutilizzo come primo e più e importante passo nella corretta gestione dei materiali di scarto, precedendo il riciclo e rappresentando la strategia più efficace per la riduzione dell’impatto ambientale. L’idea del Centro di Riuso, dunque, diventa uno strumento strategico per l’attuazione di questo principio fondamentale, trasformando un obbligo normativo in un’opportunità di sviluppo territoriale sostenibile.
Ad ispirare il progetto, il modello Kringwinkel delle Fiandre, paradigma di eccellenza nell’integrazione tra economia circolare e occupazione sociale. Operativo dal 1990, questo sistema si caratterizza per la sua natura di organizzazione senza scopo di lucro, che reinveste integralmente i proventi delle vendite per sostenere l’occupazione sociale e garantire la sostenibilità economica dell’iniziativa. Grazie ad esso, si genera genera un risparmio annuale di 73mila tonnellate di CO2, equivalente a sei chilogrammi di materiali riutilizzati per ogni abitante delle Fiandre.
Durante l’incontro, i giovani attivisti hanno spiegato attività, ricerche, proposte ed esperienze vissute nel corso di un progetto e hanno illustrato i risultati delle ricerche condotte sulla gestione dei rifiuti a Bitonto, Stoccarda e Varna, le esperienze di mappatura e cleanup delle microdiscariche, le attività realizzate a Bruxelles, al Parlamento Europeo e altri centri di innovazione e le proposte per un riciclo più spinto.
«Quando si parla di ambiente, bisogna avere la capacità di andare sul concreto. E questo progetto è più che concreto e dimostrano come a Bitonto ci siano realtà come ‘Ambiente è Vita’ che sanno essere propositive. Il riuso è quel che più si avvicina al ‘rifiuto zero’. Noi faremo sempre la nostra parte, insieme alla Sanb, ma le decisioni più importanti devono essere prese dalla Regione Puglia, a cominciare dalla chiusura del ciclo dei rifiuti» spiega il sindaco Francesco Paolo Ricci, intervenuto per saluti istituzionali insieme all’assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Santoruvo, al delegato Sanb Riccardo Napoletano e alla presidente di Ambiente è Vita, Mariantonia Retto.
«Quel che facciamo noi, con le nostre scelte quotidiane, è una piccola goccia che serve non solo a salvare il mondo, ma a salvare noi stessi e l’umanità giorno per giorno» conclude Nicola Scoppio, vicepresidente del sodalizio.
















