Il sindaco Francesco Paolo Ricci, commentando la sentenza, con la quale il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello del Comune di Bitonto avverso la dichiarata illegittimità dell’aggiudicazione dell’appalto riguardante il Polo dell’infanzia in via Urbano, ha dichiarato: “Non sono state condivise, dunque, le tesi dell’amministrazione comunale a difesa dei provvedimenti impugnati dalla società ricorrente – collocatasi al secondo posto nella graduatoria di gara – nonostante gli sforzi per convincere della bontà dell’interpretazione data dagli uffici alla normativa di riferimento. Una disciplina derogatoria al codice degli appalti, quella intervenuta nel periodo emergenziale Covid per velocizzare gli interventi finanziati dal PNRR, sicuramente poco felice, assai poco coordinata con altre disposizioni dell’ordinamento, certamente lacunosa e scarsamente lungimirante; frutto di una – forse a tratti anche giustificata – frenesia legislativa del periodo, le cui criticità ora emergono.
Resta comunque qualche perplessità, nonostante l’autorevolezza del collegio giudicante, su alcuni aspetti di particolare novità della vicenda devoluta al massimo giudice amministrativo, che avrebbero forse meritato un diverso approccio critico e una più articolata trama motivazionale.
La sentenza tuttavia non potrà che essere rispettata dall’amministrazione, con la certezza che non determinerà negative ripercussioni sull’esecuzione dei lavori, peraltro già in stato molto avanzato, e nell’immutato convincimento che le decisioni a loro tempo assunte dall’Ente rispondessero all’esclusivo interesse della collettività”.
L’assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Santoruvo, ha aggiunto: “Voglio essere chiaro: non c’è stato alcun intento di favorire qualcuno, né tantomeno di alterare il confronto competitivo. Le scelte tecniche sono state assunte sulla base di atti e pareri degli uffici, nel rispetto della normativa vigente e con l’unico obiettivo di accelerare un’opera strategica per la città, in linea con le tempistiche e le finalità del PNRR.
Il Consiglio di Stato ha invece ritenuto che alcune modifiche in fase di progettazione definitiva abbiano alterato le condizioni economiche originarie, determinando uno squilibrio che ha compromesso la legittimità dell’intera procedura. Ne prendiamo atto con rispetto istituzionale, ma con l’impegno a fare piena chiarezza e ad adottare tutti gli atti necessari per tutelare l’interesse pubblico.
Ora l’obiettivo prioritario è garantire la realizzazione dell’opera, nel pieno rispetto delle regole e in tempi compatibili con le risorse del PNRR. Ai cittadini dobbiamo risposte, concretezza e correttezza. Questo è il nostro impegno“.
















