DEL GEOM. PASQUALE RAPIO
Dall’11 marzo scorso Codesta redazione mi ha gentilmente concesso lo spazio per pubblicare articoli giornalistici e rendere edotti e partecipi il pubblico interessato all’argomento in merito alle Comunità Energetiche Rinnovabili e alla possibilità di costituirne una nella nostra città, anche in relazione al fatto che l’attuale amministrazione, nel proprio programma di mandato al punto 5.7.1, ha come obiettivo la promozione di una Comunità energetica. Cosa che al momento non si vede realizzata, dato che è ancora valido il bando per la “Costituzione di Comunità Energetiche” scadente il 16 gennaio 2026 della Regione Puglia (Fondi FESR-FSE 2021-27) con una dotazione finanziaria di 2,5 milioni di euro.
(https://regione.puglia.it/web/politiche-energetiche/-/avvisocer)
A questo bando seguirà un altro per il finanziamento delle infrastrutture, con 26 milioni di euro disponibili e un finanziamento a fondo perduto del 40%, secondo quanto previsto dal Decreto Ministeriale CER PNRR 414/2023 del 7 dicembre 2023.
Da ciò si deduce che le linee di finanziamento per infrastrutture, che possono raggiungere una potenza massima di 1 MW, sono due:
• PNRR con 2,2 miliardi di euro per comuni con meno di 50.000 abitanti;
• Fondi FESR-FSE 2021-2027 per comuni con più di 50.000 abitanti.
In pratica, queste misure, se adottate da soggetti che intendono realizzare un impianto fotovoltaico per autoconsumo fisico individuale e inserirlo in una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) ovvero in un gruppo di autoconsumatori collettivi (condomini) o a distanza (imprese, enti, ecc.), possono usufruire di un contributo a fondo perduto del 40% per l’impianto e della Tariffa Incentivante Premio per 20 anni, distribuita dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ai membri delle CER e degli autoconsumatori collettivi.
È importante specificare che l’autoconsumo diffuso si distingue dall’autoconsumo individuale fisico: il primo è virtuale e genera una Tariffa Incentivante Premio distribuita ai membri produttori e consumatori di energia rinnovabile delle CER e degli autoconsumatori, mentre il secondo è l’energia reale prodotta dall’impianto di energia rinnovabile.
L’autoconsumo diffuso, normato dal DM 414/2023 (allegato 1), promuove la condivisione dell’energia, dove i protagonisti sono produttori e consumatori che, attraverso la cabina primaria di media tensione, si scambiano virtualmente l’energia fotovoltaica prodotta e consumata.
Può sembrare strano, ma il Gestore dei Servizi Energetici riconosce anche a un semplice consumatore, ovvero qualsiasi contatore elettrico collegato alla cabina primaria di media tensione, che aderisce alla CER, un contributo chiamato TIP, che si scorpora dalla bolletta elettrica. Questo è un contributo previsto dallo Stato tramite leggi e norme a contrasto della povertà energetica e del caro bollette.
Purtroppo, lo scetticismo delle persone, insieme alle complesse norme e soprattutto alla scarsa informazione capillare sull’energia condivisa, ha impedito che i 2,2 miliardi di euro previsti dal Dm CER PNRR 414/2023 non siano stati spesi e impegnati in tempo utile, per le scadenze del PNRR. Solo 800 milioni sono stati ammessi al finanziamento, mentre 1,4 miliardi sono stati reindirizzati verso progetti considerati più facilmente realizzabili.
(https://www.mase.gov.it/portale/web/guest/-/pnrr-comunita-energetiche-rinnovabili-aggiornata-la-dotazione-finanziaria-a-795-5-milioni?fbclid=IwY2xjawOOcf1leHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZAwzNTA2ODU1MzE3MjgAA R5tWenpVV5ZzMmetrkaAkn3yMY4xE0Xhwc9co4whxhjHSvJ4qzIkOj8gEFjA_aem_hOk8wvw 0K3Mo57wDOr3geQ&sfnsn=scwspwa)
Questa situazione ha portato a molte proteste da parte degli operatori economici, in particolare la Chiesa Cattolica, interessata a progetti di autoconsumo fisico e diffuso, come raccontato anche da “Avvenire” ieri in un’intera pagina dedicata all’argomento.
Infine, mi permetto di segnalare che, in assenza di uno Sportello Energetico Comunale, presso la nostra sede in Via Petrarca 26 a Bitonto si possono ricevere tutte le informazioni per aderire a una CER o Autoconsumatori collettivi (condomini) come produttori che come consumatori, per realizzare autoconsumo fisico e diffuso e ottenere gli incentivi del GSE sull’energia condivisa, senza alcun onere per gli utenti e senza obbligo di cambiare il proprio fornitore di energia elettrica, come previsto dall’art. 32 del D.lgs 199/2021.
















