Del Geom. Pasquale Rapio, Esperto CER (cell. +39 366 443 8561)
È dal 10 marzo 2025 circa che studio, attraverso web, webinar e corsi vari, questa forma di incentivazione per la produzione di energia rinnovabile, che considero tra le più interessanti. La condivisione dell’energia, infatti, consente di ridurre il prelievo dalla rete e di aumentare la resilienza del sistema, contribuendo in modo concreto alla transizione energetica.
Le comunità energetiche rinnovabili vengono oggi riconosciute (Dm Cer PNNR.- 414/2023) con un contributo di valorizzazione, variabile annualmente, di circa 1,8 centesimi per kWh condiviso, che insieme alla tariffa premio a 20 anni rappresenta l’ attuale forma di incentivazione. Tuttavia, mi sono sempre chiesto: se il consumatore non preleva energia dalla rete, perché non prevedere anche lo scorporo di questo mancato prelievo in bolletta?
Una misura del genere farebbe davvero decollare le comunità energetiche e contribuirebbe in modo concreto a contrastare la povertà energetica delle famiglie. Oggi, un semplice consumatore in CER — la famosa signora Maria, attenta a fare il bucato alle 10.00, quando il sole picchia — riceve come incentivo circa 3 centesimi per kWh condiviso. Ma se quell’ energia non prelevata venisse scorporata dalla bolletta, il beneficio sui suoi consumi arriverebbe a circa 30 centesimi per kWh.
Una possibilità che, a quanto risulta, è già prevista da direttive e leggi, ma che viene poco evidenziata, se non addirittura sottaciuta.
Sul tema della mancata previsione dello scorporo da parte del governo, le voci iniziano finalmente a farsi sentire e a chiedere giustizia. Va però detto che queste richieste arrivano soprattutto dalle regioni del Nord, che su questo fronte dimostrano ancora una volta maggiore prontezza e capacità di iniziativa. Il Sud, invece, resta purtroppo ancora assente, o quasi.
Un mio personale elogio va alla consigliera del Comune di Torino, Anna Maria Borasi, che in data 13 marzo 2026 ha presentato un apposito ordine del giorno proprio sullo scorporo dell’energia in bolletta. Ricordo che le prime CER sono nate in Piemonte. Cosa altro aggiungere?
https://servizi.comune.torino.it/consiglio/prg/intranet/display_testi.php?doc=T-S202607966
A Bitonto, il sindaco Francesco Paolo Ricci inserisce la promozione delle comunità energetiche nel suo programma di mandato, ma poi non ne parla quasi mai in pubblico.
Un accenno solo il 4 settembre 2025 presso il Fablab sul tema CER, dove mi definì in pubblico “stalker delle CER” – titolo che considero onorifico e che è mio impegno personale mantenere alto.
Torino, invece, una consigliera chiede a gran voce lo scorporo dell’energia. Due approcci diversi, due livelli di attenzione diversi, ma una questione comune che non può più essere ignorata.
Questo è il vero punto: se vogliamo che le comunità energetiche diventino uno strumento concreto di giustizia sociale e promozione sociale-ambientale attraverso la “soglia premio eccedentaria” dedicata al sociale o ai consumatori diversi dalle imprese (art. 3 comma g, DM CER 414/2023), non basta parlare solo di incentivi. Serve riconoscere davvero il valore dell’energia non prelevata dalla rete associata al premio eccedentario dedicato al sociale.
A volte mi chiedo se Bitonto possa considerarsi “comunità”, ancorché energetica.
















