La serpentina del centro storico, stretta tra via Mozzicugno e via De Ilaris, è tornata a fare da scenario a un fatto di sangue. Due colpi di pistola, esplosi nella sera, hanno ferito al basso addome Francesco Cosimo Natilla, 46 anni, bitontino già noto alle cronache giudiziarie per vicende legate alla criminalità organizzata.
L’uomo, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato raggiunto dai proiettili in via Mozzicugno, nel cuore del borgo antico. A sparare sarebbero state due persone arrivate in scooter, che avrebbero esploso i colpi per poi dileguarsi rapidamente tra le strade del centro storico.
Natilla, ferito, sarebbe poi riuscito ad allontanarsi dalla zona. Si è presentato autonomamente all’ospedale San Paolo di Bari, probabilmente accompagnato in auto. A quel punto sono stati gli operatori sanitari ad avvisare le forze dell’ordine. L’uomo è stato rintracciato in ospedale, dove è stato sottoposto alle cure del caso.
Sul luogo dell’agguato sono intervenuti i Carabinieri, che hanno effettuato i rilievi e recuperato due bossoli di piccolo calibro. Secondo i primi accertamenti, i colpi potrebbero essere stati esplosi da due armi diverse. Nell’area sarebbero state repertate anche diverse tracce di sangue, almeno undici, utili a ricostruire gli spostamenti del ferito dopo gli spari.
Il nome di Francesco Cosimo Natilla non è nuovo agli investigatori. Era uscito dal carcere da circa due mesi, dopo un lungo periodo di detenzione. In passato era stato coinvolto in procedimenti legati alla criminalità organizzata: nel 2015 fu accusato, insieme ad altre persone, del tentato omicidio del boss Domenico Conte e il suo nome comparve anche nel maxi processo “Pandora”.
Gli investigatori stanno ora cercando di chiudere il cerchio sull’episodio e di comprendere il movente. L’ipotesi principale è quella di una spedizione mirata, forse maturata nell’ambito di contrasti o regolamenti di conti. Ma, al momento, nessuna pista viene esclusa.
La zona in cui è avvenuto il ferimento è coperta da diversi sistemi di videosorveglianza. Le immagini delle telecamere potrebbero rivelarsi decisive per ricostruire il percorso dello scooter, individuare i responsabili e chiarire se l’agguato sia stato preceduto da appostamenti o contatti con la vittima.
Le indagini sono in corso.
















