Con un terzo del Made in Italy a tavola prodotto in Puglia da mani straniere, il click day per il lavoro stagionale agricolo segna un passo avanti concreto nella gestione dell’ingresso dei lavoratori extracomunitari necessari alle imprese del settore.
«Per la prima volta, infatti, le quote sono state rese disponibili immediatamente, il giorno stesso dell’apertura delle domande, e in numero sufficiente – 30.000 unità – a soddisfare tutte le istanze presentate. È un risultato importante, che dimostra come le procedure stiano finalmente evolvendo nella direzione giusta. La tempestività nell’assegnazione delle quote consente alle aziende di programmare con maggiore certezza le attività produttive e di ridurre drasticamente i tempi di attesa per il rilascio dei nulla osta». Lo dichiara Romano Magrini, responsabile dell’Area Lavoro di Coldiretti, commentando il primo via libera del 2026 all’invio delle domande di nulla osta al lavoro in agricoltura per l’ingresso in Italia di lavoratori non comunitari, avvenuto lo scorso 12 gennaio.
«Un plauso va al Ministero del Lavoro e alla Direzione generale per l’Immigrazione – spiega Magrini – sia per la rapidità dell’intervento sia per la consistenza delle quote assegnate, che permetteranno alle imprese di ottenere il nulla osta entro venti giorni dalla presentazione della richiesta, salvo tempi ancora più rapidi da parte degli Sportelli unici per l’immigrazione».
Complessivamente, in Puglia, sui 152mila operai agricoli stagionali circa 43mila sono lavoratori stranieri, pari al 28%. A livello regionale, la quota varia dal 17% di Lecce al 25% di Bari, mentre il dato di Foggia supera nettamente la media provinciale. I risultati del click day si inseriscono in un percorso più ampio di miglioramento del sistema, che comprende il superamento del regime delle quote per le conversioni, l’allungamento dei termini procedurali e la possibilità, per le imprese agricole, di presentare anche istanze per lavoro subordinato non stagionale. Misure che alleggeriscono il carico amministrativo e rendono le procedure più aderenti alle reali esigenze di un settore che occupa oltre un milione di lavoratori e conta più di 185mila imprese.
«Il fatto che le 30mila quote disponibili abbiano coperto integralmente le domande intermediate dalle associazioni agricole – conclude Magrini – dimostra che esistono oggi le condizioni per superare definitivamente la logica della lotteria del click day, almeno per le istanze qualificate, passando a un sistema aperto e programmato, pur nel rispetto dei limiti annuali fissati».
La manodopera extracomunitaria in agricoltura resta determinante nelle coltivazioni arboree (53,8%, tra frutta e viticoltura) e nelle colture orticole (17,7%, fragole, meloni, insalate, pomodori, radicchio). I braccianti extracomunitari hanno per quasi l’88% un’occupazione stagionale e rappresentano circa il 10% dei lavoratori dipendenti regolarmente impegnati in agricoltura. Il loro contributo è essenziale nella raccolta di pomodori, asparagi e carciofi, e nelle stalle sono ormai insostituibili. Le nazionalità più numerose sono rumena (51,18%), bulgara (13,11%), albanese (13,02%), marocchina (4,11%) e polacca (3,51%).

















