Sarà la Regione Puglia a occuparsi direttamente della progettazione e dell’attuazione degli interventi di chiusura definitiva e bonifica dell’ex discarica Ecoambiente di Bitonto. Le operazioni saranno affidate all’Agenzia regionale strategica per lo sviluppo sostenibile (ASSET), individuata come soggetto attuatore per un intervento considerato di massima priorità ambientale e sanitaria.
Una scelta definita quasi obbligata per Palazzo Gentile, che di fatto si è sostituita al Comune di Bitonto. L’ente locale, pur dichiarandosi disponibile a collaborare, aveva già ammesso nel 2024 di non disporre delle risorse tecniche e professionali necessarie per gestire un’operazione tanto complessa e delicata.
Secondo l’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Paolo Ricci, il ricorso a un soggetto attuatore terzo qualificato, come previsto dalla normativa vigente, rappresentava l’unica soluzione percorribile per superare le carenze strutturali del Comune e garantire un intervento efficace su un sito ad altissimo fattore di rischio ambientale.
La discarica Ecoambiente di via Torre d’Agera è infatti ritenuta dalla Regione Puglia una delle emergenze più gravi sul territorio, seconda solo all’ex Francavilla Ambiente nel Brindisino. La pericolosità del sito è stata confermata dalla caratterizzazione ambientale conclusa nell’aprile 2024, portata avanti dal Comune nonostante i tentativi di ostacolo da parte della società proprietaria.
Dalle analisi tecniche è emerso che il percolato, prodotto dai rifiuti conferiti nella cosiddetta discarica Matarrese dagli anni Novanta fino alla chiusura forzata nei primi anni Duemila, sarebbe migrato nella falda acquifera, provocandone la contaminazione.
In base al principio europeo del “chi inquina paga”, secondo la Città Metropolitana di Bari gli interventi di bonifica avrebbero dovuto essere eseguiti dalla Ecoambiente Srl. Tuttavia, l’ultimatum notificato a titolari, liquidatori, precedenti gestori e alla curatela fallimentare – quest’ultima arrivata a ricorrere al TAR – non ha prodotto risultati concreti.
La mancata risposta ha lasciato l’onere dell’emergenza al Comune di Bitonto, che, grazie a fondi regionali, ha potuto avviare le prime misure di messa in sicurezza d’emergenza. L’intervento, affidato alla Secom Srl di Brindisi e progettato dalla Ambiente S.p.A. (già incaricata della caratterizzazione del sito), consentirà l’estrazione e lo smaltimento di parte del percolato, oltre alla realizzazione di un barrieramento idraulico per contenere la contaminazione.
Solo una volta completata questa fase preliminare sarà possibile procedere con la chiusura definitiva dell’ex discarica Ecoambiente. La Regione potrà progettare l’intervento utilizzando il finanziamento da 150mila euro inizialmente assegnato al Comune e poi revocato, mentre l’esecuzione vera e propria sarà sostenuta, almeno in parte, dai circa 75 milioni di euro di fondi FESR, destinati alla bonifica dei siti inquinati su tutto il territorio pugliese.

















