Cavaliere dell’Ordine della stella d’Italia dalla Repubblica italiana.
Il prestigioso riconoscimento sarà consegnato a Rosanna Bonasia, 48 anni, bitontina doc ma che da circa 15 anni lavora, studia e si è affermata in Messico, dall’altra parte del mondo. Capire chi sia questa figlia della nostra terra non è semplice perchè il curriculum è di quelli da ammirare. Con stima e grande rispetto. La nostra concittadina è una scienziata specializzata nei rischi ambientali e idraulici, con oltre 15 anni di esperienza internazionale nella ricerca su inondazioni, erosione, gestione delle risorse idriche e cambiamento climatico. È attualmente professoressa ricercatrice al “Tecnológico” de Monterrey, Campus Estado de México, dove coordina il gruppo di ricerca “Water 360°”, dedicato allo sviluppo di soluzioni innovative per la resilienza idrica urbana e la sostenibilità ambientale. La sua carriera coniuga eccellenza scientifica e forte impegno sociale. È membro della rete messicana di scienziati per il clima e dell’Accademia messicana delle scienze e ha guidato numerosi progetti focalizzati sulla prevenzione dei disastri, la mitigazione del rischio di alluvioni e l’adattamento climatico. Autrice di oltre 30 pubblicazioni scientifiche indicizzate, la sua attività accademica si concentra sull’interazione tra processi naturali, vulnerabilità sociale e pianificazione ambientale, con particolare attenzione al contesto latinoamericano. È inoltre attivamente impegnata nella formazione di giovani ricercatori, avendo supervisionato numerose tesi di laurea magistrale e dottorato su gestione del rischio idraulico, energie rinnovabili e inquinamento idrico. Non è tutto. Bonasia ha ricoperto ruoli di primo piano nella promozione della collaborazione scientifica internazionale, tra cui la presidenza della Divisione di fluidodinamica della società messicana di Fisica e dell’Associazione dei ricercatori italiani in Messico (Arim), favorendo il dialogo interculturale e la cooperazione scientifica tra Messico e Italia. Nel 2025 ha organizzato il Primo forum nazionale su Inondazioni e resilienza, evento pionieristico in Messico che ha riunito mondo accademico, industria e istituzioni per affrontare le sfide del cambiamento climatico attraverso la scienza applicata. E adesso le si aggiunge quest’altro riconoscimento.
“Ricevere l’onorificenza – evidenzia su Facebook – mi ha profondamente emozionata. Quindici anni in Messico, lavorando per costruire qualcosa che rendesse i miei genitori orgogliosi, oltre ogni ragionevole dubbio. Quindici anni in cui non sono mai scesa a compromessi. Ho lavorato duramente, ho sudato, e ho sempre cercato di restare fedele ai miei principi. Questa onorificenza, istituita nel 1948 per riconoscere gli italiani che contribuirono alla ricostruzione dell’Italia nel dopoguerra, nasce da una storia più grande di me. Non ho certo quel merito. Ma nel mio ambito ho lavorato con serietà e dedizione, cercando di rafforzare i rapporti tra Italia e Messico attraverso la ricerca, lo studio, e un impegno costante studiando tanto, tantissimo. Oggi il mio Paese riconosce questo percorso, e ne sono grata. Vorrei fare di più. Viviamo un periodo storico difficile, triste, troppo triste. Vorrei essere migliore, dare di più. Ma questo riconoscimento porta con sé una responsabilità che sento profondamente e che non intendo perdere”.

















