Il decreto del 10/6 scorso ha disposto l’archiviazione del procedimento che era stato avviato verso Intesa Sanpaolo quale responsabile amministrativo ai sensi del D. Lgs. n. 231/2001, in relazione alla condotta contestata a Coviello.
La Procura ha deciso di archiviare il procedimento verso la Banca sulla base di due principali motivazioni:
1) la palese insussistenza di un interesse o vantaggio della Banca.
“Nella vicenda in esame, … l’autore del reato ha agito nell’interesse esclusivo proprio (o di terzi), recando un vulnus irreparabile all’Istituto … Lungi dal trarre qualsivoglia vantaggio o utilità dalle condotte illecite, Intesa Sanpaolo ha subito un gravissimo danno, sia sotto il profilo reputazionale sia sotto quello patrimoniale, …. La condotta del Coviello si sostanzia in un macroscopico tradimento del vincolo fiduciario e nella dolosa inosservanza delle istruzioni operative impartitegli, rendendo l’Istituto di credito la vera e unica parte lesa della vicenda”.
2) l’adeguatezza del modello organizzativo della Banca.
La Procura evidenzia che “il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG 231) di Intesa Sanpaolo – … – e il relativo corpus normativo interno si articolano su presidi tecnici e organizzativi di comprovata solidità” e che “alcun rimprovero per omessa o insufficiente organizzazione può essere mosso alla Banca: la condotta del Sig. Coviello non è il sintomo di una carenza strutturale o di una falla sistemica, bensì il frutto di una deliberata, mirata ed elusione fraudolenta dei robusti presidi di sicurezza in essere, superati dal singolo unicamente abusando della qualifica rivestita e forzando le stringenti maglie dei controlli implementati a presidio del patrimonio informativo aziendale”.
Secondo la Procura “la radicale estraneità della Banca rispetto al disegno criminoso è peraltro plasticamente dimostrata dalla tempestiva e ferma reazione posta in essere dall’Ente a propria tutela. All’esito di una rigorosa attività investigativa interna, in data 8 agosto 2024, la Banca ha prontamente intimato il licenziamento dell’indagato, procedendo poi, in data 20 agosto 2024, al deposito di una formale denuncia-querela, seguita da ulteriori esposti nei confronti degli altri dipendenti coinvolti”.
La Procura osserva poi che “L’implementazione costante di misure di sicurezza, documentata anche attraverso il “Programma NEMO”, testimonia un impegno concreto e continuativo nella protezione dei dati della clientela. … Tale condotta, unitamente alla solidità del Modello Organizzativo, esclude radicalmente la configurabilità di una ‘colpa di organizzazione’ …”.
Infine, viene espressamente riconosciuto che la Banca sin dalle prime fasi investigative ha dimostrato collaborazione proattiva e volontà di trasparenza assoluta, mettendo a disposizione risorse tecniche di elevato standing per ricostruire la dinamica degli accessi abusivi.

















