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Home » Case verdi di Palombaio. I residenti: “Non paghiamo finchè non ci ascoltano”

Case verdi di Palombaio. I residenti: “Non paghiamo finchè non ci ascoltano”

Tra i pericoli, impianti elettrici non sicuri: "Non possiamo neanche accendere un albero di Natale"

Michele Cotugno by Michele Cotugno
10 Dicembre 2024
in Cronaca, Secondo Piano
case verdi
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«È impossibile vivere in queste condizioni. Ecco perché abbiamo iniziato uno sciopero dei pagamenti. Qui ci sono bambini, anziani e persone malate. Non paghiamo finché il comune di Bari non ci dimostrerà che ha a cuore gli abitanti di queste case».

A parlare sono i residenti delle “case verdi”, complesso residenziale all’ingresso di Palombaio. Ne abbiamo già parlato qualche giorno fa, ma torniamo a parlarne perché, nei giorni scorsi, siamo stati in quelle case e abbiamo parlato direttamente con chi ci vive.

Siamo a Bitonto ma, ricordiamo, la proprietà degli edifici è divisa tra il comune di Bari e privati. Nel complesso abitano cittadini baresi in emergenza abitativa. Già alla vista, il degrado è intuibile. Balconi malconci, da cui, insieme ai calcinacci, cadono pezzi di mattoni e granito che, finora, solo per fortuna non hanno causato feriti; ringhiere arrugginite e pericolanti, che non reggerebbero il peso di qualcuno che vi si appoggia; verde non curato che, al posto di abbellire l’area, la rende igienicamente pericolosa, celando al suo interno sporcizia, topi e insetti.

«Meno male che abbiamo loro che ci aiutano, cibandosi dei topi» dice uno dei residenti, indicando alcuni gatti randagi.

E, all’interno, la situazione è addirittura peggiore. L’asfalto della strada interna, mai manutenuto, è dissestato e rappresenta un pericolo, specialmente per bambini e anziani. Le pareti esterne mostrano crepe non superficiali, ma strutturali: «Cosa si aspetta per intervenire? Che ci siano morti?».

Nel complesso vivono anche stranieri in case di comunità. Non sempre la convivenza è facile ma, sottolineano i residenti, «anche loro sono persone in difficoltà abbandonate qui come noi».

La situazione è stata denunciata più volte, in particolare da Annalinda Lupis, residente ed esponente del Movimento di lotta per il diritto alla casa, protagonista di diverse manifestazioni contro le politiche abitative baresi e contro la tendenza a “deportare” cittadini poveri e in difficoltà in zone lontane dalla vista.

«Ci sentiamo ghettizzati e abbandonati, mentre continuano ad ingannarci» aggiunge Lupis, segnalando anche l’assenza di sicurezza degli impianti elettrici che rende alto il rischio di tragici incidenti: «I dispositivi salvavita non salverebbero la vita a nessuno. Non possiamo neanche accendere un albero di Natale, per rallegrare questo periodo, senza la paura di un corto circuito».

Gelo e maltempo dei giorni scorsi hanno acutizzato le criticità, in particolare l’assenza di riscaldamento e le infiltrazioni.

«In casa non si può stare. C’è acqua ovunque. Sulle pareti c’è muffa» dicono, evidenziando la presenza, nelle “case verdi”, di disabili e di persone malate. Qualcuno ha patologie gravi, tra cui tumori.

C’è chi, per riscaldarsi, usa pericolose stufe a gas: «Siamo in estremo pericolo. Lo certificano le relazioni dei vigili del fuoco, le fotografie. Ci hanno persino intimato di non uscire sui balconi perché è rischioso».

Problemi rilevati anche dai tecnici dell’Ente Ripartizione e Patrimonio (Erp): «Giorni fa c’è stata la loro visita, ma non sappiamo ancora nulla. Non abbiamo i soldi per lavori che neanche ci spettano, essendo gli alloggi non di nostra proprietà».

Ma le contestazioni sono, ancora una volta, anche verso il comune di Bitonto, colpevole di non provvedere alla manutenzione del verde che circonda il complesso residenziale delle “case verdi”: «La pulizia degli esterni la facciamo noi. Qui non viene nessuno, se non per la raccolta differenziata porta a porta. Mesi fa è venuto un assessore, promettendo di aiutarci. Non abbiamo più saputo nulla. Sindaco Ricci, Palombaio fa parte di Bitonto».

Oggetto del malessere, anche la «mobilità insostenibile» che isola persone che per lavorare devono prima arrivare a Bitonto, per poi andare a Bari. Con spese insostenibili per disoccupati o lavoratori a basso reddito: «Non esiste una linea diretta Palombaio – Bari. Non abbiamo soldi per comprarci un’auto. Non è possibile spendere quel poco che guadagniamo in trasporti. Senza contare gli orari dei mezzi spesso impraticabili».

L’invito finale, rivolto al sindaco Francesco Paolo Ricci, è ad un incontro, per evidenziare i disagi a cui anche il comune di Bitonto dovrebbe porre attenzione, magari sollecitando l’immediato intervento dell’amministrazione di Bari.

Tags: case popolaricase verdidegradodisagiemergenza abitativapalombaio
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