Da Vincenzo Mininni, portavoce del movimento politico cittadino Liberi, riceviamo e pubblichiamo.
La vicenda di Francesco Rossiello e del Bitonto Calcio rappresenta una delle più grandi occasioni perse dalla politica bitontina negli ultimi anni.
E oggi abbiamo il dovere di dirlo senza ipocrisie: le responsabilità politiche sono precise.
Prima l’Amministrazione Abbaticchio, poi quella guidata dal sindaco Francesco Paolo Ricci, con il Partito Democratico e le liste civiche che hanno sostenuto e gravitato attorno a questa maggioranza, hanno dimostrato di non aver compreso il valore di ciò che stava accadendo.
Un imprenditore bitontino aveva deciso di investire nel calcio della propria città. Rossiello ha messo soldi, passione e credibilità, arrivando persino ad acquistare a proprie spese la tribuna in ferro dello stadio.
E cosa ha ricevuto in cambio?
Poco o nulla.
Mentre un imprenditore investiva risorse proprie, lo stadio viveva una situazione paradossale: lavori protratti per anni, ritardi, disagi e una macchina amministrativa incapace di dare risposte tempestive.
Prima Abbaticchio, poi Ricci: due Amministrazioni, due stagioni politiche, ma lo stesso risultato.
Un impianto sportivo rimasto per anni al centro di problemi e ritardi e, soprattutto, un imprenditore che alla fine ha deciso di portare altrove le proprie energie e i propri investimenti.
E oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Rossiello ha lasciato Bitonto, ha acquistato il Monopoli Calcio e in pochissimi anni ha contribuito a riportarlo in Serie C.
A questo punto la domanda non è più soltanto: chi ha sbagliato?
La domanda è: quanto è costata a Bitonto questa incapacità politica?
Perché purtroppo questa vicenda si inserisce in un problema culturale che Bitonto conosce da troppo tempo: l’invidia del successo.
Da oltre trent’anni, troppo spesso, chi riesce ad affermarsi viene guardato con sospetto anziché essere considerato una risorsa.
Ma un imprenditore bitontino che ha successo non è un problema per la città: è un patrimonio della città.
La politica dovrebbe creare le condizioni per farlo investire, crescere e creare opportunità sul territorio.
Non dovrebbe costringerlo ad andare altrove.
Per questo oggi LIBERI lancia un appello pubblico.
PRESIDENTE ROSSIELLO, TORNI A BITONTO.
Sappiamo che gli errori commessi non si possono cancellare. Sappiamo che le ferite lasciate da questi anni non si rimarginano con una semplice dichiarazione.
Ma Bitonto ha ancora bisogno di imprenditori come lei.
Se la politica ha sbagliato, è la politica che deve avere l’umiltà di riconoscerlo e chiedere scusa.
Noi di LIBERI vorremmo che un giorno Francesco Rossiello potesse tornare a investire nel Bitonto Calcio, trovando finalmente una città e un’Amministrazione capaci di sostenerlo, rispettarlo e valorizzarlo.
Perché il successo di un bitontino non deve essere il fallimento della politica bitontina.
Deve essere il successo di tutta la città.
LIBERI – Basta con le occasioni perdute. Basta con l’invidia del successo. Bitonto deve tornare a valorizzare chi investe e crede nella nostra comunità.
















