Il calcio, quando praticato sin dalla più tenera età, non è solo uno sport.
È una quotidiana lezione di vita. Si impara, sul campo e nello spogliatoio, a rispettare sé stesso, i compagni e gli avversari, e nel frattempo si affinano doti e abilità, favorendo anche insospettabili predilezioni per ruoli e destino.
Ed ecco che ogni singolo gesto diventa aureo insegnamento.
Tuttavia, perché ciò accada, è necessario che a guidare i ragazzi ci sia un mister che riecheggi nei valori incrollabili e nel fare zelante i “maestri” di una volta, che sapevano allenare lo spirito, non solo il corpo dei loro allievi.
È il caso luminoso dell‘Olimpia Under 10 – ma ci tengo a sottolineare che tutto il movimento calcistico giovanile di Bitonto e le associazioni varie che lo coltivano è da sempre florido, pure per le professionalità che vi operano -, che, sotto l’ala protettiva del tecnico, paterno e rigoroso ad un tempo, Angelo Capriglipne e il savio collaboratore Gaetano Sterlacci, ha partecipato alle finali nazionali CSI Sport&Go, perdendo solo l’atto conclusivo, al culmine di un percorso sensazionale.

I minicalciatori, infatti, hanno sbaragliato la concorrenza nella fase provinciale con undici vittorie ed un pareggio, ed hanno conquistato il titolo regionale (altre quattro vittorie).
Alla fase nazionale, hanno arpionato il primo posto nel girone a punteggio pieno (tre successi), superando pure la semifinale e cedendo solo alla Virtus Cornaredo Milano.
Insomma, un’avventura fantastica per i piccoli pedatori – che hanno messo il primo, decisivo tassello nel loro percorso di crescita da buoni cittadini – della storica società bitontina del presidente prof. Antonio Monopoli, e grande, meritata soddisfazione per mister Capriglione.
















